Al posto di Venezia: Chioggia, la piccola Venezia che non ha bisogno di prenotare l'ingresso
Canali, ponti e calli colorate senza le folle di San Marco: a Chioggia il mercato del pesce è vivace e la Venezia autentica dei pescatori si respira ancora.
Foto: rolabalthus (Public Domain) — Flickr
Venezia è diventata un simbolo mondiale di overtourism: biglietti d'ingresso, tornelli, code infinite per un caffè e gondolieri che si contendono i turisti a voce alta. Eppure a soli trenta chilometri, separata dalla laguna e raggiungibile in autobus, c'è una città che conserva lo stesso impianto urbanistico — canali paralleli, ponti ad arco, calli strette — senza nessuna di quelle contraddizioni.
Chioggia la chiamano "la piccola Venezia", ma è un paragone che non le rende giustizia. Qui tutto ha un sapore più ruvido e autentico: non si cammina tra vetrine di maschere e gondolieri in costume, ma tra le reti stese ad asciugare, i gabbiani che litigano per le teste di pesce, le voci dei pescatori che scaricano il pescato all'alba. Il porto è ancora il cuore pulsante dell'economia locale, e la città conserva intatto il suo impianto urbanistico medievale: una spina di pesce fatta di un corso principale largo e luminoso — il Corso del Popolo — e di calli laterali strette che sfociano nei canali, disegnate per una città che vive di mare e di commercio.
Il Corso del Popolo
Il Corso del Popolo è la spina dorsale della città: una passeggiata lunga quasi un chilometro, porticata, con palazzi settecenteschi dalle facciate sbiadite dal salmastro che si specchiano nei canali laterali. A differenza delle calli veneziane, qui si respira: gli spazi sono aperti, i caffè hanno tavolini all'aperto e i prezzi sono quelli di una normale città veneta. È il salotto di Chioggia, il luogo dove ci si incontra e si chiacchiera guardando passare il mondo.
A metà del corso si alza la Torre dell'Orologio, costruita nell'XI secolo e considerata una delle torri civiche più antiche d'Italia: il suo meccanismo medievale, restaurato con cura, segna ancora le ore. Accanto sorge la Cattedrale di Santa Maria Assunta, ricostruita nel Seicento su progetto attribuito a Baldassarre Longhena — lo stesso architetto della Salute a Venezia — e custodisce tele di scuola veneziana, tra cui pale d'altare di Tiepolo, che meritano attenzione senza le file d'ingresso di Venezia.
I canali e il mercato del pesce
I canali interni — il Canal Vena su tutti, che taglia la città in due — offrono scorci che ricordano Venezia in maniera impressionante: barche da pesca dai colori vivaci (il rosso, il blu, il giallo) ormeggiate una accanto all'altra, i riflessi sull'acqua, i ponti in pietra che compongono quadri che Canaletto avrebbe amato dipingere. Il Ponte Vigo, il più fotografato, è il punto d'ingresso ideale: da qui la vista abbraccia tutto il canale fino alla laguna aperta. La differenza rispetto a Venezia è che qui potrete fermarvi a fotografare senza essere travolti da un gruppo organizzato. La sera, quando i pescherecci rientrano e la luce diventa dorata, Chioggia regala momenti di quiete che Venezia ha dimenticato.
La mattina presto, dalle sei alle undici, il mercato del pesce sotto i portici del Corso del Popolo — ospitato in un edificio liberty affacciato sul canale — è uno spettacolo di voci, casse di ghiaccio e mani veloci che puliscono seppie e granchi. I banchi si riempiono di pesce appena sbarcato: seppie, canocchie, moleche (i granchi in muta, specialità lagunare disponibile solo in primavera e autunno), sogliole, branzini. I pescivendoli gridano i prezzi, i clienti contrattano. Non è un mercato per turisti: è il luogo dove i ristoranti della zona vengono a rifornirsi e dove le famiglie chioggiotte fanno la spesa quotidiana, comprando pesce freschissimo a prezzi che a Venezia non esistono più.
Le chiese e il Carpaccio di San Domenico
Sull'isola omonima, collegata da un ponte, la chiesa di San Domenico custodisce una delle ultime opere di Vittore Carpaccio: il "San Paolo", dipinto nel 1520 poco prima della morte del maestro veneziano. La tela, appesa nella penombra della navata, ha una dolcezza e una malinconia che commuovono. La chiesa stessa, semplice e spoglia, ha il fascino delle cose non restaurate: intonaci scrostati, legno scuro, odore di incenso e salsedine — e nessuna fila all'ingresso.
Cosa mangiare
La cucina chioggiotta è un inno al mare e all'orto, a prezzi giusti. Si mangia pesce fresco in tutte le forme: la frittura mista, le sarde in saor (marinate con cipolle, uvetta e pinoli), il brodetto di pesce alla chioggiotta (denso, rosso, generoso), il risotto di go, le moleche fritte quando è stagione, le seppie con il nero servite sulla polenta bianca. E poi il radicchio: il Radicchio di Chioggia IGP, tondo e variegato, croccante e dolciastro, è l'orgoglio dell'orticoltura locale. Tre indirizzi da segnare:
- Trattoria da Penzo: brodetto e fritto misto leggendari, prezzi onesti, prenotazione consigliata
- Osteria al Ponte Caneva: cicchetti di pesce e ombre di vino bianco, autentica atmosfera lagunare
- Gelateria Veneto: gelato artigianale sulla passeggiata di Sottomarina, gusti classici e creativi
Sottomarina, la spiaggia inaspettata
Collegata a Chioggia da un ponte, Sottomarina offre una lunghissima spiaggia di sabbia dorata che si estende per chilometri verso sud. D'estate è frequentata soprattutto dalle famiglie venete — mai affollata come le spiagge romagnole — con stabilimenti semplici e tratti di spiaggia libera. L'ideale è alternare una mattina nella Chioggia storica con un pomeriggio in spiaggia: due mondi diversi separati da un ponte.
Come arrivare e quando andare
Da Venezia bastano quaranta minuti con l'autobus ACTV dalla Piazzale Roma, oppure il vaporetto dalla Giudecca in estate; il percorso più suggestivo resta però la linea 11 da Pellestrina, che attraversa la laguna in un tragitto incantevole. In auto si arriva dalla A13 (uscita Padova Sud, poi statale) o dalla Romea, mentre l'autobus ACTV collega Chioggia anche a Padova con frequenza regolare.
I mesi migliori sono aprile, maggio, giugno e settembre: luce lunga, temperature miti, pesce abbondante. A luglio si tiene la Sagra del Pesce, con degustazioni e spettacoli lungo i canali. In inverno Chioggia si svuota ulteriormente, e camminare tra i canali nella nebbia — con le trattorie che servono brodetto caldo — è un'esperienza che vale il viaggio: Chioggia non è mai davvero fuori stagione, purché si abbia voglia di rallentare.
Dove dormire
Dormire a Chioggia costa un terzo rispetto a Venezia: B&B affacciati sui canali, piccoli alberghi nel centro storico, appartamenti con vista sulla laguna. È la Venezia che Venezia non è più, e non serve nessun biglietto per entrarci.
Guide pratiche
Info pratiche
Quando andare a Chioggia?
I mesi migliori sono marzo, aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre e novembre, quando c'è meno gente.
C'è molta gente a Chioggia?
Chioggia risulta molto tranquilla se confrontata con le mete più turistiche.
In che zona si trova Chioggia?
Chioggia è situata in Veneto, Italia.
Cosa mangiare?
La cucina chioggiotta è un inno al mare e all'orto, a prezzi giusti. Si mangia pesce fresco in tutte le forme: la frittura mista, le sarde in saor (marinate con cipolle, uvetta e pinoli), il brodetto di pesce alla chioggiotta (denso, rosso, generoso), il risotto di go, le moleche fritte quando è stagione, le seppie con il nero servite sulla polenta bianca. E poi il radicchio: il Radicchio di…
Dove dormire?
Dormire a Chioggia costa un terzo rispetto a Venezia: B&B affacciati sui canali, piccoli alberghi nel centro storico, appartamenti con vista sulla laguna. È la Venezia che Venezia non è più, e non serve nessun biglietto per entrarci.
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Come arrivare
- 🚆 Stazione più vicina: Chioggia ~1 km in linea d'aria
- ✈️ Aeroporto più vicino: Aeroporto Marco Polo di Venezia VCE ~32 km in linea d'aria
Punti più vicini in linea d'aria (fonte OpenStreetMap): i tempi reali dipendono dalle strade, spesso di montagna.