Weekend fuori porta da Verona: 9 mete meno battute entro 100 km
Non è la solita lista con Sirmione, Malcesine e Borghetto sul Mincio. Da Verona bastano meno di cento chilometri per scivolare in un Veneto laterale, tra colline moreniche mantovane, valli cimbre, pievi longobarde e borghi che i pullman non hanno ancora scoperto. Nove mete raggiungibili in un fine settimana senza pianificazione, con castelli scaligeri, cascate segrete, palazzi barocchi trentini e memorie risorgimentali che si visitano in silenzio.
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Verona è una delle città più visitate d'Italia, ma bastano quaranta minuti di macchina per ritrovarsi in un territorio che i grandi flussi non hanno ancora divorato. Il Garda ha Sirmione, Malcesine e Lazise; il Mincio ha Borghetto e Valeggio; Vicenza e Mantova hanno le loro folle a orari prevedibili. Le mete di questo articolo stanno tutte altrove.
Si trovano sulle colline moreniche mantovane, nella Valpolicella minerale delle pievi longobarde, nelle valli cimbre dei Monti Lessini, nei palazzi barocchi di un Trentino di velluti e viaggiatori. Nessuna richiede prenotazione anticipata, code alle biglietterie o un piano d'assalto stagionale. Si parte il sabato mattina, si torna la domenica sera, si mangia bene con venti euro. Sono luoghi che si raccontano a bassa voce.
Nove tappe entro cento chilometri da Verona, scelte per non affollare l'affollato. Per ognuna trovate la distanza reale, i mezzi con cui arrivarci, la stagione giusta e un dettaglio che nelle guide di massa quasi mai compare.
1. Soave
Circa 25 km a est di Verona. In auto una mezz'ora sulla A4 uscita Soave-San Bonifacio; in treno alla stazione di San Bonifacio (dieci minuti dalla Porta Nuova) e poi un breve trasferimento in bus o a piedi tra i vigneti. La cinta muraria scaligera che scende dal castello e abbraccia il paese è una delle più integre del Veneto, e la si percorre in una passeggiata senza fiato.
La stagione giusta è la vendemmia, tra fine settembre e ottobre, quando le colline di Garganega e Trebbiano si tingono di ambra e le cantine aprono i cortili. Ma anche il tardo inverno ha un suo silenzio, con il castello vuoto e le viti nude che disegnano geometrie sui pendii calcarei.
La nota storica: il borgo fu conteso a lungo tra i Sambonifacio e gli Scaligeri prima di entrare nell'orbita veronese nel medioevo. La forma attuale delle mura, con le ventiquattro torri, è opera scaligera del Trecento.
2. San Giorgio di Valpolicella
Circa 20 km a nord-ovest di Verona, frazione di Sant'Ambrogio di Valpolicella. In auto trentacinque minuti risalendo la Valpolicella Classica; in treno non c'è collegamento diretto, si arriva in bus fino a Sant'Ambrogio e si sale a piedi tra le vigne di Corvina, un'ora di cammino ripido ma ricompensato.
Il borgo è un balcone di pietra rossa sulla pianura padana, con vista che nelle giornate limpide arriva agli Appennini. Al centro c'è la Pieve di San Giorgio, edificio romanico che custodisce un ciborio con iscrizione longobarda, uno dei pochi manufatti altomedievali ancora leggibili del Veneto occidentale.
Andarci al tramonto d'autunno, quando i filari sotto il paese diventano rossi e l'aria profuma di mosto, è un'esperienza che nessuna cartolina del lago di Garda restituisce. Poche osterie, molto silenzio.
3. Molina e il Parco delle Cascate
Circa 25 km a nord di Verona, in comune di Fumane. In auto trentacinque minuti risalendo la Valpolicella; senza treno diretto, si arriva in bus da Verona con cambio a Fumane. Il borgo di pietra si affaccia sul vaio delle Fumane, una gola scavata dal torrente Progno che precipita in cascate a più salti.
Il Parco delle Cascate è una passeggiata di due o tre ore su passerelle e sentieri attrezzati, adatta anche ai bambini. In primavera, con il disgelo, le acque sono impetuose; in agosto più miti, e la fresca umidità del vaio diventa un rifugio dal caldo veronese.
Molina, il borgo sopra il parco, è un piccolo abitato di case in tufo dove il tempo si è fermato: mulini ad acqua ancora visibili, un museo etnografico e una manciata di trattorie che servono la trota della valle e la polenta di mais storico.
4. Giazza
Circa 45 km a nord-est, in alta Val d'Illasi, comune di Selva di Progno. In auto un'ora abbondante tra i tornanti dei Lessini; con i mezzi pubblici la linea ATV 130 collega Verona alla Val d'Illasi in circa novanta minuti. Qui si entra in una delle tredici comunità cimbre superstiti, un lembo di lingua germanica trapiantato in Italia da coloni bavaresi e tirolesi nel basso medioevo.
Il museo etnografico Ljetzan racconta la storia dei taglialegna e dei carbonai che hanno modellato queste valli, con documenti in tautsch, la parlata cimbra ancora oggi parzialmente viva. La chiesa parrocchiale conserva iscrizioni bilingui e la toponomastica del paese è interamente doppia.
Andarci in inverno, quando la neve copre i pascoli e i faggi dei boschi vicini, ha un sapore alpino che a poche decine di chilometri dalla pianura veneta non ti aspetteresti. In estate è base ideale per escursioni verso il Rifugio Revolto e la Val di Revolto.
5. Castellaro Lagusello
Circa 40 km a sud-ovest, in comune di Monzambano, provincia di Mantova. In auto quaranta minuti; con i mezzi si arriva in treno a Peschiera del Garda e poi in bus locale. Il borgo, incluso nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia, è un anello fortificato di case in mattone che si affaccia su un laghetto glaciale a forma di cuore.
Le colline moreniche del Mincio, poco più che ondulazioni ricoperte di vigneti di Chiaretto e uliveti, sono il paesaggio dolce lasciato in eredità dall'ultimo ghiacciaio quaternario. Si cammina attorno al lago in mezz'ora, si sale al castello e si mangia una zuppa di pesce di lago in una delle trattorie del paese.
Il momento migliore è l'autunno, quando la vegetazione lacustre vira sul rame e i pullman non arrivano. In estate, meglio infrasettimanale: nei weekend di luglio anche qui inizia a farsi sentire il turismo di prossimità del Garda.
6. Volta Mantovana
Circa 50 km a sud-ovest, ancora nelle colline moreniche. In auto cinquanta minuti; il treno non arriva, si passa da Peschiera con autobus interurbano. Il paese è dominato da Palazzo Gonzaga-Guerrieri, residenza rinascimentale voluta dai marchesi mantovani come loro dependance di campagna nel Cinquecento.
Ai piedi del palazzo si aprono i giardini all'italiana, con siepi di bosso, cipressi e una vista che scivola sulle vigne fino al Mincio. Il centro storico è rimasto un impasto di case porticate e chiese cinquecentesche senza il minimo restauro cosmetico, ed è proprio questa mancanza di lucidatura che lo rende autentico.
In primavera si tiene la fiera dei prodotti tipici, con formaggi di monte, salumi mantovani e vini delle colline. È la meta ideale per chi cerca una gita a basso ritmo, con una lunga tavolata all'ombra dei tigli e nessun museo obbligato.
7. Solferino
Circa 55 km a ovest di Verona, già provincia di Mantova. In auto quarantacinque minuti; in treno si scende a Desenzano e si prosegue in bus. Solferino è il luogo in cui la storia europea ha cambiato traiettoria: qui, nel giugno del 1859, si combatté la battaglia decisiva della Seconda Guerra d'Indipendenza tra franco-piemontesi e austriaci.
La Rocca, detta "Spia d'Italia", domina il paese e la piana; l'Ossario custodisce migliaia di teschi dei caduti; il Museo Risorgimentale ne racconta le armi e le divise. Ma la vera memoria di Solferino è altrove: l'imprenditore ginevrino Henry Dunant, testimone dello sfacelo, avrebbe fondato pochi anni dopo la Croce Rossa Internazionale proprio a partire da quello che vide qui.
Andarci in autunno, con la nebbia bassa sui campi, restituisce il senso di quel giorno lontano meglio di qualsiasi rievocazione estiva. È un turismo di memoria che si visita in silenzio, con i cipressi del giardino dell'Ossario a filtrare la luce.
8. Ala
Circa 65 km a nord di Verona, in bassa Vallagarina trentina. In auto quarantacinque minuti sulla A22; in treno la stazione di Ala è sulla linea del Brennero, quaranta-cinquanta minuti da Verona Porta Nuova. Il centro storico è un dedalo di palazzi barocchi che pochi visitatori del Garda sospettano.
Nel Sei e Settecento Ala fu uno dei centri europei della produzione di velluto, con manifatture che esportavano in tutta Europa. La ricchezza che ne derivò costruì Palazzo Pizzini, Palazzo Malfatti, Palazzo De Pizzini, con sale affrescate, stucchi tardo-barocchi e una scenografia urbana che sembra rubata a una piccola città austriaca.
Palazzo Pizzini fu tappa di viaggiatori illustri diretti oltralpe, tra cui un giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart in viaggio verso Roma. Oggi Ala è meta di poche centinaia di visitatori l'anno, il che la rende una delle gemme più sottovalutate della regione.
9. Castello di Avio
Circa 55 km a nord di Verona, sulla riva sinistra dell'Adige, in territorio trentino. In auto quaranta minuti dall'uscita autostradale di Ala-Avio; senza mezzo proprio è scomodo, si arriva alla stazione di Ala e si prosegue con un taxi o un breve tratto in bus locale. Il Castello di Sabbionara d'Avio, proprietà del FAI dal 1977, si arrampica sulle pendici del Monte Vignola in una teoria di cinte murarie e torri.
Al suo interno la Casa delle Guardie e il Mastio conservano cicli di affreschi trecenteschi di grande delicatezza: una Camera d'Amore con scene cortesi, cavalieri, dame e battaglie che raccontano l'immaginario cavalleresco del Trecento italiano. È uno dei pochi esempi laici e profani di pittura murale medievale sopravvissuti in area alpina.
Il castello fu per secoli feudo dei Castelbarco, signori della bassa Vallagarina. Andarci a primavera, con i mandorli in fiore alle sue pendici e le vigne di Marzemino attorno, è un'esperienza che vale il pomeriggio di guida.
Come organizzarsi
Delle nove mete, solo tre sono comodamente raggiungibili in treno senza noleggiare un'auto: Soave (via San Bonifacio), Ala e, per estensione, i borghi trentini della linea del Brennero. Le altre richiedono automezzo proprio o bus interurbani, che nei weekend hanno frequenze ridotte: meglio pianificare con l'app di ATV Verona per il Veneto e Trentino Trasporti per la Vallagarina.
Per dormire, evitate le catene sul Garda: agriturismi in Valpolicella (zona Fumane, Sant'Ambrogio), locande nelle colline moreniche del Mincio e affittacamere nei borghi trentini offrono prezzi umani e cucina del territorio. Per mangiare, il modello è l'osteria: risotto all'Amarone in Valpolicella, tortelli di zucca sulle colline mantovane, canederli e Marzemino in Trentino, trote di torrente in Val d'Illasi.
La stagione ideale è l'autunno, tra fine settembre e novembre, quando i vigneti sono d'oro e le colline si liberano dei turisti estivi. La primavera è generosa di fioriture nei borghi moreniche. L'inverno regala Giazza innevata e i castelli semideserti; l'estate va gestita con partenze all'alba, evitando i sabati di agosto.
Quale meta scegliere se ho un solo giorno?
Se avete una sola giornata, il consiglio è Soave in primavera o autunno: è l'unica raggiungibile in treno senza troppe complicazioni, si visita in mezza giornata tra castello, mura e cantine, e concede il tempo per un pranzo lento in enoteca. In alternativa, per chi ha l'auto, la coppia Molina e Sant'Ambrogio-San Giorgio di Valpolicella si fa in una giornata sola, cascate al mattino e pieve al tramonto.
Quali mete sono adatte a chi viaggia senza auto?
Soave e Ala sono le uniche pienamente accessibili in treno da Verona Porta Nuova, la prima in dieci minuti più bus locale, la seconda in quaranta minuti diretti sulla linea del Brennero. Per Giazza esiste una linea di autobus interurbana ATV che copre la Val d'Illasi; per gli altri borghi mantovani e per il Castello di Avio l'auto è pressoché indispensabile, o quantomeno un noleggio giornaliero. In alternativa, il servizio bus & bike del Garda in estate collega Peschiera alle colline moreniche.
Info pratiche
Qual è il periodo migliore per visitare Weekend fuori porta da Verona?
Il periodo consigliato è marzo, aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre e novembre, quando è meno affollata.
Weekend fuori porta da Verona è affollata?
Weekend fuori porta da Verona è una meta molto tranquilla rispetto alle destinazioni più turistiche.
Dove si trova Weekend fuori porta da Verona?
Weekend fuori porta da Verona si trova in Verona.
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