San Giorgio di Valpolicella: la pieve di pietra che guarda i vigneti
Tra le colline dell'Amarone, una delle pievi romaniche piu antiche del Veronese resiste al tempo con il suo chiostro silenzioso e un panorama che pochi turisti pensano di cercare.
Foto: Aaron Epstein (CC BY 2.0) — Wikimedia Commons
C'e un punto, tra i filari della Valpolicella, dove la strada smette di salire e ti ritrovi davanti a una chiesa di pietra calcarea che sembra cresciuta dal terreno. La pieve di San Giorgio sta abbarbicata su un piccolo borgo collinare sopra Sant'Ambrogio, e per arrivarci devi voler arrivarci: non e sulla rotta dei pullman, non e a Verona, non e sul lago. Eppure e li da quasi mille anni, una delle testimonianze romaniche piu antiche e raccolte di tutto il Veronese.
Il pezzo che resta in mente e il chiostro. Un quadrilatero piccolo, con colonnine sottili e capitelli scolpiti, aperto sul nulla luminoso della valle. Ci si siede sul muretto e si guarda giu: vigneti, cipressi, qualche tetto di coppi, e in fondo la pianura che si perde nella foschia. Dentro la chiesa la luce e bassa, le pareti conservano tracce di affreschi e un antico ciborio in pietra che vale da solo la salita. Si respira un silenzio che a Verona, a venti minuti di macchina, e ormai impensabile.
Il bello e proprio questo contrasto. Mentre l'Arena e le case di Giulietta sgomitano sotto migliaia di selfie, qui capita di restare soli per mezz'ora, con il vento e le campane. Il borgo intorno e minuscolo: due trattorie, una bottega, gente che ti saluta perche sei una faccia nuova.
Andateci di mattina presto o nel tardo pomeriggio, evitando il caldo dei mesi pieni. Lasciate l'auto in basso e salite a piedi tra i muretti a secco: la fatica e parte del rito. Prendetevi un bicchiere di Valpolicella prima di scendere, senza fretta. E un posto che premia chi rallenta, non chi corre da una tappa all'altra.