Invece di Piazza San Marco: il Nord-Est sull'acqua senza overtourism
Cerchi un'alternativa a Venezia e Piazza San Marco? Lagune, delta e sorgenti del Nord-Est da vivere sull'acqua, senza folla.
Chi cerca un'alternativa a Venezia e a Piazza San Marco di solito non vuole rinunciare all'acqua: vuole canali, lagune, riflessi e silenzio. Il bello è che tutto il Nord-Est, dal delta del Po alle lagune friulane, è costruito sull'acqua quanto la Serenissima, ma senza i numeri che oggi rendono faticosa una giornata fra le calli. Qui trovi gli stessi ingredienti, mosaici, abbazie, palazzi affacciati sui canali, distribuiti su un territorio dove non devi fare la fila per entrare in basilica.
Il punto di partenza più logico è il delta del Po, dove l'Emilia-Romagna sfuma nell'Adriatico in un labirinto di valli salmastre. Comacchio è la "piccola Venezia" più onesta che esista: tredici isolotti, il Trepponti a chiudere i canali, anguille e pescherie al posto delle vetrine di souvenir. Da qui partono le escursioni in barca verso i casoni da pesca e le valli dove nidificano i fenicotteri rosa, un'esperienza acquatica che con Venezia condivide l'origine ma non la pressione turistica. Poco più a nord, l'abbazia di Pomposa alza il suo campanile romanico sopra la pianura: era il faro spirituale del delta quando questo era una repubblica di monaci e bonificatori. A pochi chilometri, il Bosco della Mesola conserva l'ultima foresta planiziale del delta, con i cervi che ne fanno un'oasi rara fra dune fossili e canali.
Risalendo le acque interne si arriva ad Argenta, dove la Pieve di San Giorgio e il Museo della Bonifica raccontano una verità che a Venezia diamo per scontata: nessuna di queste terre esisterebbe senza un governo ostinato dell'acqua. È il complemento perfetto a una gita nel delta, e spiega perché la pianura padana è un capolavoro idraulico tanto quanto monumentale. Più all'interno, Ferrara chiude il cerchio estense: il Castello con il suo fossato pieno d'acqua e i cortili di mattoni rossi offrono l'urbanistica rinascimentale che cerchi, in una città dove si gira in bicicletta invece che a gomitate.
Spostandosi a est, il Friuli Venezia Giulia ha la sua laguna e i suoi mosaici. Aquileia custodisce il pavimento musivo paleocristiano più vasto d'Occidente, oltre 750 metri quadri scoperti nel 1909, percorribili su passerelle sospese. Era uno dei grandi porti fluviali dell'impero romano e oggi è patrimonio UNESCO: a pochi chilometri Grado, l'"isola d'oro" posata sulla laguna più settentrionale dell'Adriatico, dà l'idea di Venezia che molti hanno in testa, senza il sovraffollamento. Per restare sul tema acqua nella sua forma più pura, Polcenigo e il Gorgazzo regalano una sorgente di un azzurro quasi irreale ai piedi delle Prealpi, uno dei pochi luoghi dove l'acqua è il monumento.
Il Friuli interno aggiunge storia stratificata lungo i suoi fiumi. Cividale, sospesa sul Natisone con il suo Ponte del Diavolo, conserva nel Tempietto Longobardo stucchi altomedievali che valgono da soli il viaggio, e fa parte del sito UNESCO sui Longobardi. Sulla stessa scia c'è Sesto al Reghena, borgo-abbazia cresciuto attorno a un'antica fondazione benedettina tra i campi friulani: dodici secoli di storia in un fossato. E lungo il Tagliamento, Venzone è il borgo medievale ricostruito pietra su pietra dopo il terremoto del 1976, oggi cinta muraria intatta e duomo gotico.
Per chi vuole salire di quota senza lasciare l'acqua, Sauris affaccia le sue case di legno e la sua parlata germanofona su un lago turchese di montagna: prosciutto affumicato, cieli stellati e tutt'altra atmosfera rispetto al caldo lagunare. E se cerchi i riflessi del Veneto collinare invece di quelli marini, la Pieve di San Pietro di Feletto mette mille anni di affreschi tra le colline del Prosecco, patrimonio UNESCO, a mezz'ora dalle spiagge ma in un altro mondo.
Il filo che unisce questi luoghi è semplice: il Nord-Est è anfibio per natura, e Venezia ne è solo l'esito più famoso. Costruire un itinerario sull'acqua tra delta, lagune e sorgenti significa ritrovare canali, mosaici e palazzi senza la calca di Piazza San Marco, scegliendo la primavera o l'inizio autunno per avere luce buona, fenicotteri nelle valli e centri storici tutti per sé.