Venzone, il borgo medievale che è rinato pietra su pietra
Nella Val del Tagliamento, un borgo fortificato ricostruito dopo il terremoto offre mura intatte e silenzio, lontano dalle rotte affollate del Friuli.
Foto: Luukas (Public domain) — Wikimedia Commons
Venzone si raggiunge risalendo la Val del Tagliamento, dove le Alpi Giulie iniziano a stringersi attorno al fiume. È un borgo piccolo, racchiuso da una cinta muraria medievale che lo isola dal traffico della statale e dell'autostrada poco distante. Chi arriva si trova davanti a porte fortificate, una piazza raccolta e un Duomo che domina il centro: tutto sembra antico, e in gran parte lo è, anche se la sua storia recente racconta qualcosa di diverso.
Il terremoto del 1976 colpì duramente questa parte del Friuli e Venzone subì danni gravissimi. La scelta degli abitanti fu quella di non costruire un paese nuovo altrove, ma di ricomporre il borgo recuperando le pietre crollate, numerandole e rimettendole al loro posto. Questo lavoro di ricostruzione, durato anni, ha reso Venzone un caso raro: un centro storico autentico nei materiali e nelle forme, ma frutto di una memoria collettiva tenace. Camminare tra i vicoli significa attraversare una comunità che ha scelto di restare e di ricominciare.
A differenza di mete friulane più note, qui non troverai code né file di pullman. Si visita a piedi in poche ore: le mura, le porte, il Duomo, le case in pietra grigia. Nei dintorni si aprono sentieri verso il Tagliamento, uno degli ultimi grandi fiumi a corso libero d'Europa, con ghiaie chiare e acque trasparenti. La lavanda, coltivata nei campi vicini, profuma il borgo all'inizio dell'estate.
Per godersi Venzone senza folla conviene evitare i fine settimana di luglio e agosto e le giornate della festa della zucca in autunno. Primavera e inizio estate, oppure le settimane di settembre, regalano luce buona, temperature miti e strade quasi vuote. È una sosta che premia chi cerca lentezza e storie vere più che cartoline.