Polcenigo, Friuli-Venezia Giulia, Italia

Polcenigo e il Gorgazzo: il blu segreto ai piedi delle Prealpi friulane

Tra le case di pietra di un borgo del Pordenonese si apre una sorgente carsica dall'acqua turchese, profonda oltre duecento metri: un angolo di Friuli ancora lontano dalle folle.

Polcenigo e il Gorgazzo: il blu segreto ai piedi delle Prealpi friulane

Foto: Antoniodelfiol (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di gridare. Polcenigo è uno di questi: un borgo di poche centinaia di abitanti adagiato dove la pianura friulana incontra le Prealpi, tra portici di pietra, fontane e il dolce profilo del colle di San Floriano. Inserito tra i Borghi più belli d'Italia, vive lontano dai grandi flussi turistici e mantiene il ritmo lento dei paesi d'acqua, attraversati da rogge e mulini che un tempo muovevano la vita quotidiana.

A poco più di un chilometro dal centro si nasconde la ragione per cui chi arriva resta a bocca aperta: la sorgente del Gorgazzo. È una risorgiva carsica di tipo valchiusano, una pozza ampia incassata tra rocce e alberi, alimentata dalle acque gelide e limpidissime che scendono dall'altopiano del Cansiglio-Cavallo. Quando il cielo è sereno, l'acqua assume una tonalità di blu turchese quasi irreale, e lo sguardo affonda nel buio di un abisso che non si riesce a misurare a occhio.

Quell'abisso è davvero notevole: il Gorgazzo è una delle sorgenti più profonde mai esplorate, un camino verticale sceso dagli speleosub oltre i duecento metri. Proprio per la sua pericolosità le immersioni sono state a lungo vietate e restano riservate a pochi tecnici esperti. Al visitatore comune basta restare sulla riva: a pochi metri sotto il pelo dell'acqua si intravede una piccola statua, segno discreto lasciato dai sommozzatori.

Polcenigo, però, non è solo il Gorgazzo. Poco distante si trova il Palù di Livenza, sito palafitticolo preistorico riconosciuto Patrimonio UNESCO, dove sentieri tra prati umidi e boschi raccontano insediamenti di migliaia di anni fa. Una passeggiata facile lega le sorgenti del fiume, le acque della Santissima e questo paesaggio fragile e silenzioso.

Andateci con rispetto: non tuffatevi, non gettate nulla nell'acqua, parcheggiate nelle aree previste e camminate piano. Il fascino del Gorgazzo sta proprio nel suo equilibrio delicato, e la primavera o il primo autunno, con la luce giusta e poca gente, sono il momento perfetto per scoprirlo senza rovinarlo.

Altre mete da scoprire

← Tutte le guide