Sorano, Toscana, Italia

Sovana e le Vie Cave: scendere nel tufo dove gli Etruschi scavarono il buio

Tra Sorano e Sovana, in Maremma, corridoi etruschi scavati nel tufo conducono a una necropoli dove sopravvive l'unica tomba-tempio etrusca giunta quasi intatta: la Tomba Ildebranda.

Sovana e le Vie Cave: scendere nel tufo dove gli Etruschi scavarono il buio

Foto: Sidvics (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che non si visitano: ci si entra dentro. Le Vie Cave del tufo, tra Sorano e Sovana nella Maremma grossetana, sono questo. Corridoi scavati a mano dagli Etruschi nella roccia vulcanica, talmente profondi che in certi tratti le pareti salgono per oltre venti metri e il cielo si riduce a una lama di luce. Cammini sul fondo umido, sfiori il tufo morbido e scuro, e capisci di essere in un passaggio rimasto in uso per millenni: prima etrusco, poi romano lungo le tracce della via Clodia, infine medievale.

Le vie hanno nomi che sembrano richiami. Quella del Cavone è la più larga, una vera arteria; quella di San Sebastiano è la più fonda, vertiginosa; a Sorano la via cava di San Rocco scende verso il fiume Lente e custodisce le nicchie scavate nella roccia che la tradizione chiama "scacciadiavoli", piccoli sacelli votivi pensati per proteggere chi percorreva quei solchi nel buio.

Il senso vero di queste vie cave è ancora studiato: collegavano gli abitati alle necropoli, ma il perche di scavi cosi profondi resta aperto. È parte del fascino. Qui non c'è una spiegazione confezionata che ti aspetta al cancello.

Le vie conducono alla necropoli di Sovana, dove sopravvive la Tomba Ildebranda, sul Poggio Felceto. Datata tra il III e il II secolo a.C., è l'unico esempio in buono stato di tomba-tempio etrusca: un intero sperone di tufo intagliato a riprodurre un tempio, con portico colonnato su un podio a doppia scalinata. Il nome non c'entra con la sua origine: fu scelto in onore di Ildebrando di Soana, il sovanese diventato papa Gregorio VII nel 1073.

Vieni fuori stagione, presto al mattino. Sovana è un borgo minuscolo e i sentieri sono spesso deserti: porta scarpe robuste, perche il tufo bagnato è scivoloso, e rispetta il silenzio. È un'alternativa concreta e antica alla Toscana delle cartoline.

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