Alagna Valsesia, Piemonte, Italia

Le Gole del Lavì e l'Anello dei tre laghi: la Valsesia che pochi cercano

Ai piedi del Monte Rosa, sopra Alagna Valsesia, un percorso d'acqua e di quota tra gole strette e laghetti alpini, in una valle che custodisce villaggi Walser intatti e un silenzio che altrove abbiamo perso.

Le Gole del Lavì e l'Anello dei tre laghi: la Valsesia che pochi cercano

C'è un angolo del Piemonte dove le Alpi smettono di essere cartolina e tornano a essere territorio. Siamo sopra Alagna Valsesia, in provincia di Vercelli, all'estremità di una valle che si chiude contro la parete sud del Monte Rosa, la seconda vetta delle Alpi. Qui l'overtourism non è ancora arrivato: chi sale lo fa a piedi, con calma, e quasi sempre torna a casa con la sensazione di aver visto qualcosa che non si racconta facilmente.

Le Gole del Lavì sono il primo capitolo di questo itinerario. L'acqua di fusione scava la roccia in passaggi stretti, leviga i massi, forma pozze color smeraldo dove la luce arriva di sbieco. Il rumore costante del torrente accompagna ogni passo, e d'estate la temperatura cala di colpo appena si entra nell'ombra delle pareti. Non servono attrezzature speciali per i tratti escursionistici, ma la prudenza sì: il fondo è bagnato e le rocce scivolano.

Salendo, le gole si aprono e il sentiero conquista la quota. L'Anello dei tre laghi tocca specchi d'acqua incastonati attorno ai 2400 metri, bacini d'alta montagna che riflettono i ghiacciai e le creste. È un ambiente severo e bellissimo, di pascoli radi, marmotte e nessuna struttura turistica a rompere l'orizzonte. Si cammina in salita per diverse ore: una giornata intera, da affrontare con allenamento, scarpe adeguate e attenzione al meteo, che qui cambia in fretta.

Ma la Valsesia non è solo natura. Alagna è terra Walser, un popolo di origine germanica che dal Medioevo ha colonizzato questi versanti. Nella vicina Val d'Otro sopravvivono villaggi quasi intatti, con le case in pietra e legno di larice costruite con la tecnica del Blockbau, fontane monolitiche e cappelle. Si parla ancora un dialetto antico, il titzschu di Alagna. Camminare qui significa attraversare una cultura, non solo un paesaggio.

Visitate in modo responsabile: rispettate i sentieri, portate via i rifiuti, fermatevi a dormire nei piccoli rifugi e nelle locande del posto. La montagna selvaggia resta tale solo se la attraversiamo in punta di piedi.

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