Aquileia, Friuli-Venezia Giulia, Italia

Aquileia, il mare di mosaici che il turismo ha dimenticato

Nella pianura friulana, a due passi da Grado, una basilica custodisce il pavimento musivo paleocristiano piu vasto d'Occidente: 760 metri quadri di pietre colorate da attraversare quasi in solitudine.

Aquileia, il mare di mosaici che il turismo ha dimenticato

Foto: ThePhotografer (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che dovrebbero avere la coda all'ingresso e invece restano in silenzio. La Basilica di Santa Maria Assunta di Aquileia, nella pianura tra Udine e la laguna, e uno di questi. Sotto le sue navate si stende il pavimento musivo paleocristiano piu vasto dell'Occidente: circa 760 metri quadrati di tessere che si camminano oggi su passerelle di vetro, sospesi tra la pietra e la storia.

Il mosaico appartiene all'aula fatta costruire dal vescovo Teodoro all'inizio del IV secolo, dopo che l'editto del 313 aveva concesso liberta di culto ai cristiani. Un'iscrizione nel pavimento ricorda ancora il suo nome. Quello che colpisce non e solo l'estensione, ma il linguaggio: pesci, uccelli, tartarughe, la celebre scena di pesca, allegorie che parlavano ai fedeli di un tempo e che continuano a parlare a chi si ferma a guardarle senza fretta.

La basilica che vediamo oggi fu consacrata nel 1031, in eta del patriarca Poppo, e rimaneggiata nei secoli successivi. Accanto svetta il campanile alto oltre settanta metri, punto di riferimento di tutta la pianura. Sotto l'altare, la Cripta degli Affreschi conserva un ciclo pittorico del XII secolo; poco distante, la Cripta degli Scavi lascia leggere strati di storia romana e paleocristiana sotto i piedi.

Aquileia fu una delle grandi citta dell'impero romano, e oggi e patrimonio UNESCO dal 1998. Eppure il flusso di visitatori resta contenuto, soprattutto fuori dai mesi di punta. Si puo entrare, sedersi, alzare lo sguardo e ascoltare il rumore dei propri passi: un privilegio raro in Italia. Chi cerca i mosaici di Ravenna, qui trova qualcosa di diverso e altrettanto potente, senza la calca.

Conviene arrivare a primavera o in autunno, quando la luce e dolce e la campagna intorno e percorribile a piedi o in bici lungo gli itinerari ciclabili. Una mattina basta per la basilica e le cripte; il pomeriggio per l'area archeologica e il foro romano. E se restate fino a sera, la laguna di Grado e a una manciata di chilometri.

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