Mesola, Emilia-Romagna, Italia

Il Bosco della Mesola: l'ultima foresta del delta del Po e i suoi cervi

Tra Ferrara e l'Adriatico sopravvive uno degli ultimi lembi di foresta planiziale italiana, dove vivono il raro cervo autoctono della Mesola e branchi di daini, lontano dalle rotte del turismo di massa.

Il Bosco della Mesola: l'ultima foresta del delta del Po e i suoi cervi

Foto: Marco Walker (CC BY 2.5) — Wikimedia Commons

C'è un angolo dell'Emilia-Romagna dove il delta del Po smette di essere acqua e canneto e diventa foresta. Il Bosco della Mesola, poco oltre l'abitato di Mesola in provincia di Ferrara, è uno degli ultimi e meglio conservati lembi di bosco planiziale d'Italia: oltre mille ettari che custodiscono la memoria delle grandi selve costiere che un tempo accompagnavano l'Adriatico. Camminarci dentro significa attraversare un paesaggio che quasi ovunque, lungo la pianura, è stato cancellato dall'agricoltura.

Qui vive una presenza che da sola vale il viaggio: il cervo della Mesola. È l'unica popolazione di cervo autoctona dell'Italia peninsulare, isolata da secoli nel delta e portatrice di un patrimonio genetico unico, diverso da ogni altra popolazione europea. L'isolamento ha plasmato un animale più rustico e di taglia contenuta, adattato a un ambiente povero. Insieme a lui, tra lecci e pini, si muovono branchi di daini, più facili da avvistare lungo i sentieri al mattino presto o verso il tramonto.

Il bosco custodisce anche un primato botanico: è la macchia mediterranea più settentrionale d'Europa, un mosaico di leccio, orniello, biancospino e pungitopo che cresce su antiche dune fossili. È un ambiente fragile, e per questo solo una porzione della riserva è aperta ai visitatori, percorribile a piedi o in bicicletta lungo tre itinerari segnalati che vanno dai due ai cinque chilometri circa.

Proprio questa tutela rende la Mesola una meta da undertourism autentico. Si entra con un biglietto simbolico, nei giorni e negli orari stabiliti dalla riserva, e si cammina in silenzio: niente folle, niente file, solo il fruscio delle foglie e, con un po' di fortuna e rispetto, l'apparizione di un cervo tra gli alberi.

A pochi minuti c'è il Castello della Mesola, voluto dagli Estensi che qui venivano a caccia, oggi legato a un percorso dedicato al cervo e al bosco. Da qui si può proseguire verso il resto del delta. Il consiglio è semplice: muoversi lentamente, restare sui sentieri e lasciare che sia la foresta a dare il ritmo.

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