Dorgali, Sardegna, Italia

Tiscali, il villaggio nuragico nascosto dentro una montagna

Sul Supramonte, dentro una voragine aperta dal crollo della montagna, il villaggio nuragico di Tiscali si raggiunge solo a piedi.

Foto di Dorgali, Sardegna, Italia — Tiscali, il villaggio nuragico nascosto dentro una montagna

Foto: Salvatore (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Consigli pratici

  • 🅿️ Dove parcheggiare: Non esiste strada carrozzabile fino al sito: si arriva a piedi partendo dalla Valle di Lanaittu, dove si lascia l'auto nelle aree di sosta della valle prima di imboccare il sentiero.
  • ⏱️ Quanto tempo serve: Mezza giornata: il sentiero di salita richiede circa un'ora e mezza, a cui si aggiungono la visita al villaggio e il tempo per ridiscendere.
  • ⚠️ Errori da evitare: Sottovalutare il sentiero: è ripido e sconnesso, servono scarpe da trekking con suola adatta e acqua a sufficienza, perché lungo il percorso non ci sono punti di rifornimento.

Ci sono luoghi che non si vedono finché non ci sei dentro. Tiscali è uno di questi. Il villaggio nuragico non sta su una vetta o lungo una costa, ma nascosto dentro una dolina, un'enorme voragine aperta dal crollo del tetto calcareo del Monte Tiscali, nel cuore del Supramonte tra Oliena e Dorgali. Per secoli è rimasto invisibile a chi passava in basso, protetto dalla roccia e dalla difficoltà di arrivarci.

Il sito archeologico di Tiscali dentro la dolina
Vid Pogacnik, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il monte che lo ospita supera di poco i 500 metri e separa il Supramonte di Oliena da quello di Dorgali. Le prime esplorazioni documentate risalgono ai primi del Novecento, quando lo storico Ettore Pais compì un sopralluogo rapido del sito, allora sostanzialmente sconosciuto agli studiosi. Le datazioni successive collocano l'insediamento originario tra il XV e l'VIII secolo a.C., in piena età nuragica: le capanne furono poi ristrutturate in epoca romana e il villaggio restò abitato fino all'alto Medioevo. Per alcuni archeologi Tiscali fu anche uno degli ultimi rifugi delle popolazioni sarde che resistettero alla conquista romana dell'interno dell'isola, le cosiddette civitates Barbariae.

Si raggiunge solo a piedi. Non esiste strada che porti fin lassù: dalla Valle di Lanaittu si imbocca un sentiero ripido e sconnesso, percorso un tempo dai carbonai, che sale tra lecci e ginepri per circa un'ora e mezza. Il dislivello complessivo è di circa 300 metri e il percorso è segnalato con i sentieri CAI 411, 481 e 410. È un cammino che chiede gambe e attenzione, ma è proprio questa fatica a tenere lontano l'affollamento. Quando finalmente il sentiero scollina sull'orlo della dolina, il villaggio si apre sotto di te all'improvviso, ed è un effetto che vale ogni passo.

Dentro la voragine, all'ombra delle pareti, restano i resti delle capanne in pietra a secco, alcune circolari, altre più squadrate. A nord si contano circa quaranta capanne di forma rotonda e ovale, con pareti sottili e coperture un tempo a tholos o a frasche, ingressi con architravi di ginepro e piccole nicchie ricavate nello spessore dei muri; a sud-ovest si trovano altre trenta abitazioni più piccole, di pianta quadrata o rettangolare. Si riconoscono fasi diverse di costruzione, segno di una frequentazione lunga. La luce filtra dall'alto e cambia durante il giorno, illuminando ora una parete, ora il fondo della conca. Non ci sono recinzioni vistose né cartelli ingombranti: l'ingresso costa 5 euro (2,50 ridotto) e si paga in contanti a una guida della cooperativa locale che presidia il sito tutti i giorni dell'anno, perché lassù il segnale telefonico è incerto e non ci sono bancomat né POS. Da novembre ad aprile l'apertura è dalle 9 alle 17, da maggio a settembre fino alle 19.

Tiscali è il contrario del turismo veloce. Qui non si arriva in auto, non si fa una foto e si riparte: bisogna meritarsi il luogo, conoscerlo con il corpo. Per questo resta una meta per pochi, anche se sta a pochi chilometri in linea d'aria dalla più celebre Gola di Gorropu.

Va affrontato con buone scarpe, acqua a sufficienza e nelle ore più fresche, evitando l'estate piena. Primavera e autunno regalano temperature giuste e una luce morbida. Complessivamente, tra salita, visita dell'abitato e discesa, conviene mettere in conto mezza giornata: circa due ore di cammino in salita, altrettante al ritorno, più il tempo per esplorare le capanne con calma. Chi cerca un'alternativa silenziosa alle attrazioni più battute della Sardegna trova qui pietra antica, natura selvaggia e il piacere raro di un luogo che si nasconde ancora.

Come arrivare

Tiscali si raggiunge solo a piedi, con un trekking impegnativo di circa due ore attraverso il Supramonte: i sentieri partono dalla Valle di Lanaittu (in territorio di Oliena, segnati CAI 411 e 481) o dalla Scala di Surtana (verso Dorgali, sentiero 410), con un dislivello complessivo di circa 300 metri. In auto si arriva ai parcheggi da cui partono i sentieri uscendo dalla provinciale Oliena-Dorgali; non esistono trasporti pubblici fino agli imbocchi, quindi l'auto è necessaria e conviene affidarsi a una guida, soprattutto per i gruppi, prenotando in anticipo con la cooperativa che gestisce il sito. Un buon punto di riferimento prima della visita è il Museo Archeologico di Dorgali, che espone reperti provenienti dal Supramonte, incluso da Tiscali. Gli aeroporti di riferimento sono Olbia e Cagliari.

Info pratiche

Quando andare a Tiscali?

I mesi migliori sono aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre, quando c'è meno gente.

C'è molta gente a Tiscali?

Tiscali risulta molto tranquilla se confrontata con le mete più turistiche.

In che zona si trova Tiscali?

Tiscali è situata in Dorgali, Sardegna, Italia.

Come arrivare

  • 🚆 Stazione più vicina: Nuoro ~17 km in linea d'aria
  • ✈️ Aeroporto più vicino: Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda OLB ~73 km in linea d'aria

Punti più vicini in linea d'aria (fonte OpenStreetMap): i tempi reali dipendono dalle strade, spesso di montagna.

Adatto a: Aprile Maggio Giugno Settembre Ottobre

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