Ulassai, dove il calcare rosso diventa cascata e l'arte si lega alla montagna
Tra i tacchi calcarei dell'Ogliastra, le Cascate di Lequarci precipitano per oltre cinquanta metri in un anfiteatro di roccia: un angolo di Sardegna interna che pochi cercano e quasi nessuno affolla.
Foto: autore sconosciuto (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Ci sono Sardegne che non vedrai mai dalla spiaggia. Una di queste è Ulassai, paese di poche centinaia di abitanti aggrappato ai tacchi dell'Ogliastra, nell'entroterra della provincia di Nuoro. I tacchi sono altopiani di calcare che prendono il nome dalla loro forma, ricordano il tacco di una scarpa, e si alzano fino a quasi mille metri sopra le valli. Quando la luce del tramonto li colpisce, la roccia chiara vira al rosa e all'ocra, e capisci perché chi arriva qui torna a parlarne per anni.
Il motivo per cui vale la salita sono le Cascate di Lequarci, in località Santa Barbara, poco fuori dal paese. Alimentate dalle acque che scendono dai tacchi, precipitano con un salto principale di oltre cinquanta metri e una larghezza che in piena può sfiorare i settanta, allargandosi su una parete a forma di anfiteatro. Sono considerate tra le cascate più imponenti dell'isola, eppure il piazzale non ha tornelli, code né file di bus: spesso ci sei tu, il fragore dell'acqua e il vento dei tacchi.
A Ulassai la natura si intreccia con una storia d'arte rara. Qui nacque nel 1919 Maria Lai, artista scomparsa nel 2013, che l'8 settembre 1981 legò l'intero paese con chilometri di nastro di stoffa celeste, casa per casa, fino alla montagna. "Legarsi alla montagna" è ricordata come una delle prime opere d'arte relazionale al mondo. Oggi le sue opere si possono incontrare alla Stazione dell'Arte, il museo a lei dedicato ricavato negli edifici della vecchia stazione ferroviaria, appena fuori dall'abitato.
Visitare Ulassai significa rallentare. Le cascate danno il meglio quando l'acqua è abbondante, tra le piogge autunnali e lo scioglimento di fine inverno; d'estate la portata cala molto. Porta scarpe da trekking, acqua e rispetto: i sentieri sono quelli veri, senza parapetti ovunque. Fermati a dormire in paese invece di mordi-e-fuggi dalla costa, mangia nelle trattorie locali, lascia i fiori dove sono. È così che un luogo poco conosciuto resta tale, e continua a valerne la pena.