Sesto al Reghena, Friuli-Venezia Giulia, Italia

Sesto al Reghena: il borgo-abbazia longobardo che il turismo ha dimenticato

Tra i campi del Friuli occidentale, l'Abbazia di Santa Maria in Sylvis custodisce dodici secoli di storia in un borgo monastico fortificato dove il silenzio è ancora la regola.

Sesto al Reghena: il borgo-abbazia longobardo che il turismo ha dimenticato

Foto: YukioSanjo (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che non hai bisogno di prenotare con mesi di anticipo, dove non troverai file ai tornelli ne folle che reggono lo smartphone sopra la testa. L'Abbazia di Santa Maria in Sylvis, a Sesto al Reghena, in provincia di Pordenone, e uno di questi. Sta nella pianura del Friuli occidentale, lontana dalle rotte di massa, e proprio per questo conserva un'atmosfera che altrove e andata perduta.

Il nome racconta gia tutto: "in Sylvis", nei boschi. Qui, intorno alla prima meta dell'VIII secolo, alcuni nobili longobardi fondarono un monastero benedettino in mezzo alla foresta. Quello che vedi oggi non e solo una chiesa, ma un intero borgo monastico: un tempo cinto da mura e da un fossato, con la torre d'ingresso che ancora ti accoglie come allora. Cammini sotto l'arco e ti ritrovi in un'altra epoca, tra portici, case basse e l'erba che cresce dove un tempo c'era acqua.

L'abbazia ha attraversato secoli difficili. Fu distrutta dagli Ungari alla fine del IX secolo, poi ricostruita e fortificata nei decenni successivi. Dentro, la basilica custodisce cicli di affreschi medievali e gotici che meritano tempo e occhi attenti. Ma il cuore vero e la cripta: tra colonnine e volte si conserva l'urna di Sant'Anastasia, raro monumento di eta longobarda, e una Pieta in pietra di gusto nordico.

La visita guidata costa pochi euro e dura il giusto. Non c'e nulla di artefatto, nessun percorso obbligato tra negozi di souvenir. Sesto fa parte dei Borghi piu belli d'Italia, eppure resta sorprendentemente tranquillo: lo attraversi a piedi in mezz'ora, fermandoti a un bar di paese senza sentirti di passaggio.

Vacci in primavera o in autunno, quando la luce e morbida e i campi attorno cambiano colore. Eviterai il caldo umido dell'estate friulana e troverai il borgo quasi solo per te. E un viaggio breve, a misura di chi cerca la Storia senza la calca: la dimostrazione che il Friuli sa custodire tesori senza metterli in vetrina.

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