Italia

Libri sul viaggio lento e alternativo: slow travel, cammini e undertourism

Libri sul viaggio lento e lo slow travel: saggi sul camminare, diari di cammino e classici dell'undertourism, con i luoghi dove leggerli.

Libri sul viaggio lento e alternativo: slow travel, cammini e undertourism

Il viaggio lento, prima ancora di essere un modo di spostarsi, è un modo di leggere il mondo. Ci sono libri sul viaggio lento e sullo slow travel che cambiano letteralmente il passo: dopo averli letti, un borgo non è più una tappa da spuntare ma un luogo dove fermarsi, e un sentiero smette di essere fatica per diventare racconto. Ecco una guida ragionata ai titoli che mettono al centro la lentezza, il camminare e l'idea di un turismo più sobrio e consapevole, con accanto le mete delle nostre guide dove provarli sul campo.

Si parte dalla filosofia del passo. "Andare a piedi. Filosofia del camminare" di Frédéric Gros (Garzanti) è il punto di partenza obbligato: attraverso Nietzsche, Rousseau e Rimbaud, mostra come camminare non sia uno sport ma un esercizio di libertà interiore. Sulla stessa linea "Il mondo a piedi. Elogio della marcia" di David Le Breton (Feltrinelli), un piccolo saggio che fa del procedere lento un gesto quasi trasgressivo nel ritmo della vita moderna. Più recente e più asciutto è "Camminare. Un gesto sovversivo" dell'esploratore norvegese Erling Kagge (Einaudi), mentre i fondamentali restano "Camminare" di Henry David Thoreau e "Storia del camminare" di Rebecca Solnit. Sono pagine che si capiscono meglio salendo a piedi verso un paese che si conquista un gradino alla volta, come ad Anghiari, in Valtiberina, o tra i vicoli di pietra di Triora, nell'alta Valle Argentina.

Per chi preferisce i cammini italiani raccontati da chi li ha percorsi, "Il sentiero degli dei" di Wu Ming 2 (Feltrinelli) intreccia il viaggio a piedi da Bologna a Firenze con storia partigiana e grandi opere contestate: un libro che ha contribuito a far riscoprire la Via degli Dei. Indispensabile poi Paolo Rumiz, con "Appia" (Feltrinelli), in cui l'autore ridiscende a piedi la regina delle strade romane, e con "Il filo infinito", dedicato ai monasteri benedettini che hanno tenuto insieme l'Europa: una lettura perfetta prima di raggiungere abbazie immerse nel bosco come San Pietro in Valle a Ferentillo, nella Valnerina. La stessa idea di tempo dilatato si ritrova in borghi di montagna come Sauris, nel Friuli, o nell'aria di altopiano di Gavoi, nel cuore della Barbagia.

La natura lenta ha i suoi cantori. Paolo Cognetti, con "Le otto montagne" e soprattutto con "Senza mai arrivare in cima", riscrive l'alpinismo come ascolto più che conquista; Robert Macfarlane, in "Le antiche vie. Un elogio del camminare" (Einaudi), segue i sentieri storici come fossero pagine. Sono libri da portare dove la natura impone il suo ritmo: la foresta vetusta di Sasso Fratino, con i suoi faggi di cinque secoli, i boschi e i cervi del Bosco della Mesola nel delta del Po, i laghi e i canyon del Durmitor in Montenegro. E se i grandi trekking vi tentano, le gole della Vikos in Grecia, sorvegliate dai vecchi ponti di pietra dell'Arcadia attorno a Dimitsana, sono il banco di prova ideale.

Il viaggio lento è anche viaggio letterario nel Sud e nelle terre marginali, il territorio naturale dell'undertourism. "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi resta il libro che meglio racconta la Lucania profonda: si legge guardando i calanchi di Aliano, dove Levi fu confinato, e di Craco, il paese di argilla abbandonato. Per allargare lo sguardo oltre i confini, "In Patagonia" e "Le vie dei canti" di Bruce Chatwin hanno fondato un modo di viaggiare fatto di ascolto e cammino; in Francia, le pietre dorate di Saint-Cirq-Lapopie, a strapiombo sul Lot, sembrano uscite proprio da quelle pagine.

Infine i diari di cammino che danno la spinta finale. "Tempo di regali" di Patrick Leigh Fermor racconta l'attraversamento dell'Europa a piedi negli anni Trenta; "Wild" di Cheryl Strayed ha trasformato un trekking solitario in un percorso di rinascita. Tutti questi titoli, dai saggi filosofici ai diari, condividono una stessa lezione: rallentare non è rinunciare, è scegliere di vedere di più. Scegliete un libro, scegliete una meta poco affollata tra le nostre guide e lasciate che siano i piedi, non il calendario, a dettare il ritmo.

Altre mete da scoprire

← Tutte le guide