Durmitor: i laghi neri e i canyon dimenticati del Montenegro
Tra cime dolomitiche, foreste di pini neri e il secondo canyon più profondo del mondo, il Durmitor offre l'alta montagna balcanica senza le file delle Alpi.
Foto: autore sconosciuto (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Quando si pensa al Montenegro vengono in mente le spiagge affollate di Kotor e Budva, con le navi da crociera ancorate e i lungomare gremiti. Eppure basta salire verso l'entroterra settentrionale, intorno alla cittadina di Zabljak, per trovarsi in un mondo completamente diverso: il Parco Nazionale del Durmitor, un altopiano di roccia calcarea, foreste secolari e silenzio. Qui l'aria è fresca anche in piena estate e i prati si riempiono di fiori invece che di ombrelloni.
Il cuore del parco è il Crno Jezero, il Lago Nero, due specchi d'acqua collegati che riflettono i pini neri e le cime ancora striate di neve. È raggiungibile in pochi minuti a piedi da Zabljak ed è il punto di partenza ideale per esplorare. Chi cerca qualcosa di più impegnativo trova oltre una decina di laghi glaciali sparsi sull'altopiano, chiamati localmente "occhi di montagna", e sentieri che salgono verso il Bobotov Kuk, una delle vette più alte del paese. Non aspettatevi rifugi affollati o impianti: il cammino è semplice e genuino.
A pochi chilometri si apre il canyon del fiume Tara, una gola scavata nella roccia tra le più profonde al mondo, attraversata da un imponente ponte ad arco. Le acque verde smeraldo del Tara sono tra le più pulite d'Europa e attirano chi pratica rafting, ma anche solo affacciarsi dal bordo del canyon lascia senza fiato. Tutto qui resta a misura d'uomo, lontano dal turismo di massa della costa.
Per godere il Durmitor senza folla conviene scegliere la tarda primavera o l'inizio dell'autunno, quando i sentieri sono liberi e i colori più intensi. Portate scarpe robuste, rispettate i sentieri segnati e fermatevi nelle piccole guesthouse di Zabljak: sostenere l'economia locale è il modo migliore per mantenere autentico questo angolo di montagna.