Triora, Liguria, Italia

Triora, il borgo delle streghe sospeso nell'Alta Valle Argentina

A quasi 800 metri tra le montagne dell'entroterra ligure, Triora custodisce vicoli di pietra, una memoria di processi seicenteschi e silenzi che si possono ancora ascoltare lontano dalla calca di Halloween.

Triora, il borgo delle streghe sospeso nell'Alta Valle Argentina

Foto: Alessandro Vecchi (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Ci sono borghi che si raccontano da soli, e Triora e' uno di questi. Aggrappato a quasi 800 metri di altitudine nell'Alta Valle Argentina, all'estremo ponente ligure quasi al confine con la Francia, e' un dedalo di carruggi in pietra, archi, sottopassi e case alte e strette che sembrano sorreggersi a vicenda. Da qui lo sguardo corre sui monti e sul torrente Argentina che scava il fondovalle: un paesaggio aspro, montano, lontanissimo dall'immagine da cartolina della riviera.

Il soprannome "borgo delle streghe" affonda in una vicenda storica precisa. Tra il 1587 e il 1589, quando Triora era una podesteria della Repubblica di Genova, una lunga carestia fece scattare la caccia alle responsabili: decine di donne vennero accusate di stregoneria e sottoposte a interrogatori e torture. Il procedimento si trascino' fino a coinvolgere lo stesso governo genovese, in una vicenda che resto' a lungo nella memoria del paese. E' una memoria dolorosa, che il borgo oggi prova a leggere senza spettacolarizzarla del tutto.

Per capirla vale la pena salire al Museo Etnografico e della Stregoneria, che intreccia la vita contadina di un tempo con i fatti dei processi. Poi si cammina: i resti del castello medievale, i portali scolpiti, le chiese disseminate nel territorio comunale. Fuori dall'abitato c'e' la Cabotina, un vecchio casolare in pietra che la tradizione locale indica come luogo di ritrovo delle accusate.

Triora ha pero' un problema noto a chi cerca mete tranquille: il 31 ottobre. La festa di Halloween la trasforma per un giorno in meta gotica di massa, con folle che ne snaturano il passo lento. Il bello e' che basta scegliere un altro momento. In una mattina di maggio o di settembre i carruggi tornano deserti, profumano di pane (il pane di Triora e' una piccola istituzione) e il silenzio della montagna fa il resto.

Si arriva solo in auto, lungo strade strette che salgono dalla costa di Imperia: un filtro naturale che tiene lontano il turismo frettoloso. Vale ogni tornante.

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