Ricetto di Candelo, il villaggio-fortezza dove si custodiva il vino
Vicino a Biella, il Ricetto di Candelo è un dedalo di vicoli e duecento case in pietra dove i contadini medievali custodivano il raccolto.
Foto: Mostacchi.angelo (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Consigli pratici
- 🅿️ Dove parcheggiare: Il Ricetto è un'area pedonale in pietra, quindi conviene lasciare l'auto nei parcheggi ai margini del centro storico di Candelo e proseguire a piedi.
- ⏱️ Quanto tempo serve: Per il Ricetto bastano 1-2 ore: passeggiata tra le vie interne, mura e (se aperto) il museo; con calma, mezza giornata contando anche il borgo di Candelo intorno.
- ⚠️ Errori da evitare: Le oltre 200 cantine sono per lo più proprietà private e non sempre visitabili: non aspettarsi di entrare ovunque fuori da eventi o dalle cantine aperte al pubblico, e mettere scarpe comode per il selciato irregolare delle stradine interne.
Ci sono borghi che si attraversano e borghi in cui ci si addentra. Il Ricetto di Candelo, ai piedi delle Prealpi biellesi, appartiene alla seconda categoria. Da fuori è una cinta di mura con torri e un'unica porta d'accesso; dentro, è un dedalo di vicoli stretti, lastricati di ciottoli di fiume, fiancheggiati da centinaia di piccoli edifici in pietra addossati l'uno all'altro. Non è una scenografia ricostruita: è arrivato fino a noi quasi intatto.
Cos'e un ricetto
La parola "ricetto" dice tutto. Non era un luogo dove si abitava, ma dove ci si "ricoverava". Costruito tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento, serviva alla comunità per mettere al sicuro il bene più prezioso, il raccolto, e per rifugiarsi in caso di attacco. Le casette, chiamate "cellule", sono circa duecento, disposte lungo strade ortogonali che qui portano il nome francese di "rue". Ogni famiglia aveva la sua: due piani sovrapposti, quello inferiore più fresco e usato come cantina per il vino.
Tra le rue
Camminare tra le rue oggi significa proprio questo: leggere un'organizzazione contadina vecchia di sette secoli rimasta leggibile nelle pietre. Molte cellule sono ancora di proprietà privata e usate per conservare il vino o come ritrovo nei fine settimana. Si visita a piedi, senza fretta, alzando lo sguardo verso le travi e i ballatoi. Bastano un paio d'ore, ma vale la pena fermarsi: qui non c'e nulla da spuntare in fretta da una lista.
Rispetto ai borghi più celebrati del Nord Italia, Candelo resta una meta laterale, frequentata soprattutto da piemontesi e da chi ama il turismo lento. L'ingresso al ricetto è libero e il paese intorno è vivo e abitato, non un guscio per visitatori. Conviene sceglierlo nelle giornate feriali e nelle mezze stagioni, evitando gli eventi più affollati.
Quando andare
La primavera e l'autunno sono i periodi migliori: luce dorata sulle pietre, vigneti intorno e clima mite. A dicembre il borgo si anima per le feste, suggestivo ma più visitato. Da Biella si arriva in pochi minuti, e tutto attorno ci sono colline, sentieri e cantine da scoprire con calma.
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Numeri, storia ed eventi
Il ricetto ha circa 200 cellule su circa 13.000 metri quadrati, in una pianta pentagonale di circa 470 metri di perimetro: cinque vie in senso est-ovest sono incrociate da due vie perpendicolari. La costruzione risale probabilmente alla fine del Duecento o all'inizio del Trecento; Candelo è citata già nel 988 come Canderium e il ricetto è documentato nel 1374, quando la comunità si sottomise ai Savoia. L'accesso avviene da una torre d'ingresso con due porte, una per i carri e una per i pedoni; all'inizio del Cinquecento Sebastiano Ferrero sopraelevò alcune cellule e costruì la «casa del Principe», l'edificio più alto del complesso. Un grande torchio in una delle cantine conferma il ruolo di deposito comune, soprattutto per il vino.
Nel ricetto ci sono un piccolo museo della cucina e della pasticceria, un museo della viticoltura locale e un centro di documentazione sui ricetti d'Europa; la Pro Loco organizza visite guidate su prenotazione. Tra gli appuntamenti: Candelo in Fiore (ogni due anni), «Ricetto in musica» (dal 2003), «Settembre al ricetto», Vinincontro a ottobre e il villaggio di Natale a dicembre. Il luogo è stato set di «La freccia nera» (1968 e 2006) e di «Dracula 3D» (2011). Per le abbazie e i castelli della zona leggi Abbazia di Vezzolano e Cammino di Oropa.

Come arrivare
Il Ricetto si trova a Candelo, pochi chilometri a est di Biella. In auto, dall'autostrada si esce a Carisio e si prosegue sulla statale 230 verso Benna e Candelo, con parcheggi gratuiti nei pressi di Piazza Castello. La stazione di riferimento è quella di Biella, dalla quale si prosegue in autobus o in pochi minuti d'auto. Gli aeroporti più comodi sono Torino Caselle e Milano Malpensa.
Info pratiche
| Dove | Candelo, Piemonte, Italia |
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Abitanti ai censimenti (fonte ISTAT, serie storica via Wikipedia).