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Alternative a Venezia: città e borghi sull'acqua lontani dalla calca

Cerchi un'alternativa a Venezia? 10 città e borghi sull'acqua tra Veneto, Friuli ed Emilia, dove canali, lagune e delta restano vivibili.

Alternative a Venezia: città e borghi sull'acqua lontani dalla calca

Cercare un'alternativa a Venezia non significa rinunciare ai canali, ai ponti di pietra o all'odore della laguna: significa ritrovarli dove la pressione turistica non ha ancora svuotato le case e gonfiato i prezzi. Il Nord-Est italiano è nato attorno all'acqua molto prima della Serenissima, e gran parte di quella civiltà sopravvive in città e borghi che si raggiungono in treno o in poche ore d'auto da Mestre. Ecco dieci tappe tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna pensate per chi vuole il fascino lagunare senza la coda sul Ponte di Rialto.

Si parte dall'origine. Prima che Venezia esistesse, il porto romano dell'alto Adriatico era Aquileia: oggi è un sito archeologico dove si cammina sopra 760 metri di mosaici paleocristiani, il pavimento musivo più vasto d'Occidente. Vale il viaggio leggere Aquileia e il suo mare di mosaici: da qui, quando i barbari arrivarono, partirono i profughi che fondarono Grado e poi la laguna veneta. A pochi chilometri, Grado e Caorle conservano centri lagunari di pescatori che a Venezia non trovi più; non sono nel nostro catalogo, ma valgono la deviazione.

Risalendo il Friuli, l'acqua cambia volto. A Polcenigo e il Gorgazzo una risorgiva color smeraldo sgorga ai piedi delle Prealpi: è il rovescio esatto della laguna, acqua dolce e trasparente invece di acqua salmastra, e attorno un borgo che si gira a piedi in mezza giornata. Più a est, Cividale del Friuli si specchia nel Natisone dal Ponte del Diavolo e custodisce il Tempietto Longobardo, uno dei capolavori altomedievali d'Europa. E se cerchi il silenzio di un borgo-abbazia attraversato da un fiume, Sesto al Reghena ruota intorno all'abbazia di Santa Maria in Sylvis, tra fossati e acque che alimentavano i monaci benedettini. Per chi ama la montagna, Venzone — ricostruito pietra su pietra dopo il terremoto del 1976 — è la dimostrazione che un borgo murato può rinascere senza diventare un parco a tema.

Il capitolo più simile a Venezia, però, lo scrive il Delta del Po, in Emilia-Romagna. Comacchio, costruita su tredici isolette, è la "piccola Venezia" per eccellenza: il monumentale Trepponti seicentesco collega cinque canali in un unico colpo d'occhio, e le batane scivolano dove a Venezia passerebbero le gondole, ma con una frazione dei visitatori. Comacchio non è sul nostro sito, mentre lo sono i suoi dintorni: l'Abbazia di Pomposa, con il campanile romanico che veglia sul delta, e il Bosco della Mesola, l'ultima foresta planiziale del delta dove vivono cervi e daini selvatici. Poco più nell'entroterra, Argenta racconta come l'acqua ha plasmato la pianura: la Pieve di San Giorgio, il Museo della Bonifica e le valli umide spiegano un paesaggio interamente costruito strappando terra all'acqua, esattamente come fece Venezia.

Se invece preferisci una città d'arte con il respiro di Venezia ma le strade libere, Ferrara è la scelta più elegante: capitale rinascimentale degli Este, ha un castello circondato dall'acqua del suo fossato e cortili di mattoni rossi che si attraversano in silenzio. Anche Bologna nasconde la sua anima d'acqua: il Ghetto e le Pescherie Vecchie conservano i vicoli più stretti della città, eredità di una rete di canali in gran parte coperta ma ancora visibile dalla celebre finestrella di via Piella. E per un borgo dove la strada stessa diventa architettura, la Via degli Asini di Brisighella è una galleria sopraelevata scavata dentro le case: niente canali, ma la stessa logica di un abitato che si difende e si reinventa.

Una nota pratica. Queste mete danno il meglio fuori dai mesi di punta: tra aprile e giugno e di nuovo a settembre-ottobre la luce sul delta è morbida, le zanzare delle valli sono gestibili e le città restano tiepide ma vuote. Molte sono collegate in treno (Aquileia con bus da Cervignano, Ferrara e Bologna sulla linea Bologna-Venezia, Comacchio in bus dal Delta), così puoi lasciare l'auto e muoverti come si dovrebbe in un territorio d'acqua. Per chi resta in Veneto, infine, Chioggia e Treviso — con il suo quartiere dei Buranelli — offrono canali veri a una manciata di fermate da Venezia, ma con la vita di sempre ancora dentro.

L'alternativa a Venezia, insomma, non è un ripiego: è scoprire che la laguna è solo l'ultimo capitolo di una storia d'acqua lunga duemila anni, e che il resto si visita molto più volentieri.

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