Il Ghetto e le Pescherie Vecchie: la Bologna medievale tra i vicoli più stretti
A pochi passi dalle Due Torri, un dedalo di vicoli medievali stretti e silenziosi racconta la storia del quartiere ebraico e dell'antico mercato del pesce, lontano dalla folla dei portici.
Foto: Gobbler (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Bologna la conoscono tutti per i portici, le Due Torri e i tavolini affollati di piazza Maggiore. Ma basta infilarsi in una traversa di via Rizzoli per ritrovarsi in un mondo che pochi visitatori cercano: il vecchio Ghetto ebraico, un intrico di stradine medievali rimasto quasi immutato. Vicoli come via dell'Inferno, via Mandria e via de' Giudei si stringono fino a sfiorarsi con i muri, sovrastati da sporti in legno e finestre che paiono appoggiarsi le une alle altre.
Questo fu il quartiere assegnato alla comunità ebraica nel Cinquecento, fino alla sua espulsione. Oggi una piccola targa e il Museo Ebraico, ospitato poco distante, custodiscono questa memoria. Cammini con il naso all'insù tra mattoni a vista, archi bassi e scorci che cambiano a ogni passo: è uno dei pochi angoli del centro dove il rumore della città si attenua e resta solo l'eco dei tuoi passi sul selciato.
A breve distanza si apre la zona del Quadrilatero e delle Pescherie Vecchie, lungo via Drapperie e via Pescherie Vecchie. Qui, dove un tempo si vendeva il pesce e si concentravano le botteghe artigiane, sopravvive l'anima mercantile della Bologna medievale. Le insegne in pietra, i banchi di salumi, formaggi e pane raccontano una tradizione viva, anche se nelle ore di punta l'aperitivo può riempire i vicoli.
Il consiglio è semplice: vieni di mattina presto o a metà pomeriggio, fuori stagione. Percorri il Ghetto in silenzio, poi scendi verso le Pescherie per un caffè o un assaggio nelle botteghe storiche. È la Bologna che resiste, fatta di pietra, ombra e mestieri antichi, a due passi dalla folla eppure lontanissima.