Appennino faentino-imolese, Emilia-Romagna

Ciclovia dei Gessi della Vena del Gesso Romagnola

Nell'Appennino tra Faenza e Imola si nasconde la Vena del Gesso, una lunga dorsale di rupi bianche di gesso piena di doline e grotte.

Foto di Appennino faentino-imolese, Emilia-Romagna — Ciclovia dei Gessi della Vena del Gesso Romagnola

Foto: Dadonene89 (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

C'è un Appennino che non assomiglia a nessun altro, una manciata di chilometri a sud della via Emilia tra Imola e Faenza. È la Vena del Gesso Romagnola, una dorsale di roccia chiara che affiora dal verde delle colline come una muraglia, formata da gesso cristallino che luccica al sole. È un paesaggio carsico in piena regola, con doline, inghiottitoi, grotte e pareti rocciose, oggi tutelato da un parco regionale ed entrato dal 2023 nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, eppure quasi sconosciuto a chi non è del posto. Mentre la Romagna del turismo affolla la costa, qui si pedala in un silenzio quasi alpino.

Tra le rupi bianche

Il bello di girare in bici la Vena del Gesso è proprio nel contrasto continuo tra le dolci colline coltivate e l'improvviso apparire delle rupi bianche. Le strade da seguire sono quelle secondarie che collegano i piccoli centri appenninici della zona, da Brisighella a Riolo Terme, da Casola Valsenio fino alle valli del Senio, del Sintria e del Lamone. Brisighella è il punto di riferimento naturale: un borgo bellissimo dominato da tre pinnacoli rocciosi con la rocca, la torre dell'orologio e il santuario, con la celebre via degli Asini coperta. Da qui si dipartono itinerari verso l'interno che salgono e scendono tra i calanchi e le pareti di gesso.

Lungo il percorso si incontrano i luoghi simbolo di questo mondo carsico. C'è la zona della Grotta della Tanaccia vicino a Brisighella, c'è il Parco Carnè sopra Brisighella che è la porta d'ingresso al parco con i suoi sentieri e il centro visite, ci sono le valli dove il gesso si rivela in pareti improvvise. Riolo Terme aggiunge la sua rocca e la tradizione termale, mentre Casola Valsenio, paese delle erbe e dei frutti dimenticati, è la base ideale per esplorare la parte più orientale. Non è un itinerario da bere tutto d'un fiato lungo un unico argine: è piuttosto una rete di strade tra cui costruirsi il proprio anello a seconda delle gambe.

In sella

Qui infatti il terreno comanda. A differenza delle ciclovie di pianura, questo è Appennino vero e proprio: il fondo è in larga parte asfalto su strade poco trafficate, con possibilità di tratti sterrati e di carrarecce per chi va in gravel o mountain bike, ma soprattutto il dislivello è costante. Si tratta di un continuo saliscendi tra una valle e l'altra, con strappi anche impegnativi per scollinare. Non aspettatevi una pedalata riposante: è un itinerario per chi ha un po' di gamba e ama guadagnarsi i panorami. Chi preferisce un impegno minore può scegliere percorsi più brevi restando nei fondovalle.

Quando andare

Il periodo giusto si allarga rispetto alle mete di pianura: da aprile a ottobre la zona dà il meglio. In primavera, tra aprile e maggio, i prati sono fioriti, le ginestre accendono i versanti e l'aria è fresca per affrontare le salite; in autunno, fino a ottobre, i boschi si tingono e la luce radente esalta il bianco delle rupi. Si evitano così la calura piena dell'estate, quando questi versanti esposti diventano roventi, e la folla che comunque non arriva mai davvero da queste parti. È una Romagna interna che vive di un turismo lento e di paese, lontano anni luce dalle spiagge.

Un consiglio pratico

Un consiglio pratico: informatevi in anticipo sulle visite alle grotte. Alcune cavità del parco si possono vedere solo con accompagnatori o in giornate stabilite, ed è un peccato passare accanto a questo mondo sotterraneo senza scendervi almeno una volta. Programmate l'anello in modo da chiudere la giornata a Brisighella, dove fermarsi a tavola davanti a un calice e un piatto della tradizione, magari l'olio locale che qui è una piccola eccellenza, è il modo perfetto per recuperare le energie spese sulle salite.

Guide pratiche per Ravenna

Info pratiche

In che periodo conviene visitare Ciclovia dei Gessi della Vena del Gesso Romagnola?

Meglio aprile e ottobre: sono i mesi con minore affluenza turistica.

Ciclovia dei Gessi della Vena del Gesso Romagnola è una meta turistica affollata?

Rispetto alle destinazioni più turistiche, Ciclovia dei Gessi della Vena del Gesso Romagnola è quasi deserta.

Dove si trova esattamente Ciclovia dei Gessi della Vena del Gesso Romagnola?

Ciclovia dei Gessi della Vena del Gesso Romagnola sorge in Appennino faentino-imolese, Emilia-Romagna.

Quando andare?

Il periodo giusto si allarga rispetto alle mete di pianura: da aprile a ottobre la zona dà il meglio. In primavera, tra aprile e maggio, i prati sono fioriti, le ginestre accendono i versanti e l'aria è fresca per affrontare le salite; in autunno, fino a ottobre, i boschi si tingono e la luce radente esalta il bianco delle rupi. Si evitano così la calura piena dell'estate, quando questi…

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30 km · tracciato da OpenStreetMap

Come arrivare

  • 🚆 Stazione più vicina: Castel Bolognese-Riolo Terme ~12 km in linea d'aria
  • ✈️ Aeroporto più vicino: Aeroporto Luigi Ridolfi FRL ~24 km in linea d'aria

Punti più vicini in linea d'aria (fonte OpenStreetMap): i tempi reali dipendono dalle strade, spesso di montagna.

Adatto a: Aprile Ottobre

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