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Wiki Loves Monuments: i monumenti italiani senza foto da scoprire (e fotografare)

Cos'è Wiki Loves Monuments e come fotografare i monumenti italiani ancora privi di immagine su Wikidata. Esempi reali e mete da visitare.

Wiki Loves Monuments: i monumenti italiani senza foto da scoprire (e fotografare)

Ogni settembre succede una cosa curiosa: migliaia di persone escono di casa con la macchina fotografica per immortalare un castello, una pieve o un sito archeologico vicino a dove vivono. È **Wiki Loves Monuments**, il più grande concorso fotografico del mondo, nato nei Paesi Bassi nel 2010 e organizzato in Italia da Wikimedia Italia. Lo scopo non è vincere un premio (anche se i premi ci sono): è riempire un vuoto. Migliaia di monumenti tutelati italiani non hanno ancora una sola fotografia libera, e questa guida spiega come trovarli, come contribuire e quali mete del nostro sito meritano il vostro obiettivo.

Il meccanismo è semplice. Durante il mese di settembre si caricano su Wikimedia Commons le proprie foto di monumenti autorizzati, con licenza Creative Commons CC BY-SA 4.0. Le immagini possono essere state scattate anche prima, purché mai pubblicate online o a stampa. Una giuria nazionale seleziona le migliori dieci, che rappresentano l'Italia alla fase internazionale annunciata a dicembre. Nell'edizione 2025 sono state raccolte oltre 239.000 foto nel mondo, e solo in Italia 955 monumenti mai documentati prima hanno finalmente ottenuto almeno un'immagine.

Ed è qui che la cosa diventa interessante per chi ama le mete defilate. Wikidata, la base dati che alimenta Wikipedia, assegna a ogni monumento una scheda; il campo per la fotografia si chiama **P18**. Interrogando il Wikidata Query Service (query.wikidata.org) con poche righe di SPARQL si scopre che centinaia di beni tutelati italiani hanno la scheda compilata ma il campo immagine vuoto. Sono esattamente i candidati ideali per il concorso.

Qualche caso concreto, verificato a oggi. Tra i castelli senza immagine compaiono il **Castello di Soligo** a Farra di Soligo, sulle colline trevigiane del Prosecco; la **Rocca Malatestiana di Pennabilli**, nel Montefeltro romagnolo; il **Castello di Vallingegno** alle porte di Gubbio, lungo l'antica via francescana; e il **Castello di Galbino** ad Anghiari, in Valtiberina toscana. Tra le chiese tutelate prive di foto ci sono la **chiesa di San Pietro ad Atri**, in Abruzzo, e la **basilica santuario della Madonna del Colle a Lenola**, nel basso Lazio. Nessuno di questi è un rudere irraggiungibile: sono luoghi vivi, spesso a pochi minuti da una strada provinciale, che semplicemente non hanno mai incontrato chi li fotografasse con l'intenzione di renderli liberi.

Come si parte? Si consulta la mappa interattiva di Wikimedia Italia, che mostra quali beni sono in gara e quante immagini esistono già per ciascuno; i monumenti "a zero foto" sono evidenziati. Si verifica che il bene sia tra quelli autorizzati (alcune regioni hanno accordi specifici), si scatta con cura — luce, dettagli architettonici, iscrizioni — e si carica entro settembre. Niente attrezzatura professionale obbligatoria: anche uno smartphone in buona luce produce immagini utilissime.

Se cercate dove andare con questo spirito, il nostro catalogo è pieno di monumenti che premiano una visita lenta e un buon obiettivo. Tra i siti archeologici, le Tavole Palatine di Metaponto regalano un colonnato dorico isolato nella campagna lucana, mentre a Carsulae si cammina sulla Via Flaminia tra le rovine. Sullo Jonio veglia Capo Colonna, e ad Aquileia si fotografa il pavimento musivo paleocristiano più vasto d'Occidente. A Otranto l'Albero della Vita è disteso sul pavimento della cattedrale, un soggetto fotografico straordinario.

I castelli sono il cuore del concorso. Rocca Calascio in Abruzzo, Sperlinga scavato nella roccia siciliana, il Ricetto di Candelo in Piemonte e il fiabesco Castello di Sammezzano nel Valdarno offrono geometrie, mattoni e prospettive che cambiano completamente con l'ora del giorno.

E poi le chiese, dove spesso si concentra il maggior numero di schede senza immagine. La Saccargia a strisce bianche e nere in Sardegna, la Pieve di San Pietro di Feletto con i suoi mille anni di affreschi, San Giorgio di Valpolicella affacciata sui vigneti, la cripta di Anagni e la danza macabra di Pinzolo sono soggetti che meritano di stare su Commons, a disposizione di tutti.

Partecipare a Wiki Loves Monuments è il modo più diretto per trasformare una gita in un gesto utile: il vostro scatto può diventare la prima — e per anni l'unica — immagine libera di un monumento. Segnatevi settembre, scegliete una meta senza foto e andate a colmare quel vuoto.

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