Anagni, la "Cappella Sistina del Medioevo" che il turismo ha dimenticato
Lontano dalle code della Cappella Sansevero, ad Anagni una cattedrale romanica e la cripta di San Magno custodiscono cicli di affreschi medievali tra i piu straordinari d'Italia, quasi sempre in silenzio.
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C'e un'Italia degli affreschi che non si fa fotografare a fatica tra gomito e gomito. Mentre a Napoli si prenota con settimane di anticipo per pochi minuti davanti al Cristo velato della Cappella Sansevero, ad Anagni, sui colli della Ciociaria, si entra in una delle chiese piu sorprendenti del Lazio spesso senza nessun altro intorno. La cittadina, antica sede papale, conserva il titolo informale di "citta dei papi", ma le sue meraviglie restano fuori dalle rotte di massa.
Il cuore di tutto e la Cattedrale di Santa Maria, costruzione romanica imponente che domina il borgo dall'alto. Dentro convivono pavimenti cosmateschi a intarsi geometrici, un candelabro pasquale finemente scolpito e una solennita di pietra che impone il silenzio. Ma e scendendo sotto l'altare che si capisce perche vale il viaggio: la cripta di San Magno, vasta e a piu navate, e interamente rivestita di affreschi medievali. Le volte raccontano storie sacre, scienza e cosmologia in una sequenza cosi ricca da essere chiamata, non a caso, la "Cappella Sistina del Medioevo".
Il bello e il ritmo con cui la si vive. Niente percorsi obbligati, niente folle che spingono: si resta a guardare i colori sopravvissuti ai secoli, ci si siede, si torna indietro a controllare un dettaglio. Anagni regala l'esperienza sempre piu rara di stare davvero davanti all'arte, non in fila per vederla.
Per goderne al meglio, evitate i ponti primaverili e le festivita estive. Scegliete una mattina infrasettimanale di mezza stagione, abbinatela a una passeggiata nel centro storico medievale e a un pranzo lento in una trattoria del posto. Anagni si raggiunge facilmente da Roma in poco piu di un'ora, eppure resta un mondo a parte: la prova che le cose piu belle, a volte, sono semplicemente quelle che nessuno ti ha ancora raccontato.