Pinzolo, dove la morte danza su un muro: la chiesa di San Vigilio e l'affresco che tutti dimenticano
A un passo dalle code di Madonna di Campiglio, sulla parete di una piccola chiesa di campagna corre la Danza Macabra di Simone Baschenis: oltre venti metri di scheletri che ballano con papi e re.
Foto: Laurom (Public domain) — Wikimedia Commons
Pinzolo è quasi sempre un luogo di passaggio. Le auto la attraversano dirette alle piste e ai rifugi della Val Rendena, e pochi si fermano davvero. Eppure, poco fuori dal centro abitato, in località Sorano, a metà strada verso Carisolo, c'è una chiesa di campagna che custodisce uno degli affreschi più potenti dell'arco alpino. Si chiama San Vigilio, è dedicata al patrono di Trento, e da fuori non promette granché: muri semplici, un campanile, il silenzio dei prati intorno.
La sorpresa è tutta sulla parete esterna meridionale. Lì corre la Danza Macabra, lunga circa ventun metri e alta due, affrescata da Simone Baschenis da Averara nel 1539. È una processione che mette i brividi e fa riflettere: diciotto coppie in cui ogni figura umana, dal papa all'imperatore, dal re al mendicante, dal bambino al vecchio, danza tenendo per mano il proprio scheletro. La morte non dialoga, recita monologhi, e ricorda a ciascuno che davanti a lei non contano rango né ricchezza.
L'edificio ha radici antiche, citato in documenti già nel Trecento e ricostruito nel 1515 nella forma a tre navate che vediamo oggi. All'interno, altri affreschi raccontano la vita di san Vigilio. Ma è quella parete al sole, leggibile come una pagina dipinta, a restare addosso: un teatro popolare di pietra e calce, pensato per chi passava e doveva capire al volo.
Il bello è che qui l'overtourism semplicemente non arriva. Mentre a pochi chilometri Madonna di Campiglio fatica sotto il peso dei visitatori, davanti a San Vigilio capita di essere soli, con tutto il tempo per leggere le scritte in dialetto e latino sotto le figure. Si arriva facilmente a piedi dal centro di Pinzolo, ed è una sosta che cambia il senso di una giornata in valle.
Andateci nelle mezze stagioni o in estate, quando la luce piena rende leggibile ogni dettaglio dell'affresco esterno. Rispettate il luogo: è una chiesa cimiteriale, ancora viva. Verificate gli orari di apertura degli interni prima di partire, e lasciate l'auto a valle camminando l'ultimo tratto.