Rocca Calascio, la fortezza dove finisce l'Abruzzo e comincia il cielo
A 1.460 metri sull'Appennino abruzzese, Rocca Calascio è tra le fortezze più alte d'Italia: pietra, vento e orizzonti sterminati.
Foto: RoccaCalascio (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Ci sono luoghi che non si visitano: si raggiungono. Rocca Calascio è uno di questi. La fortezza si erge a circa 1.460 metri di quota, sopra il piccolo borgo di Calascio, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Per arrivarci si lascia l'auto e si sale a piedi lungo un sentiero che attraversa prati d'altura, finché le mura di pietra calcarea non appaiono all'improvviso, dorate al sole o avvolte nella nebbia. Non è un castello costruito per stupire i turisti: nasceva come torre di avvistamento e presidio militare, e ancora oggi sembra fatto di vento e silenzio.
Il paesaggio
Dall'alto dei suoi torrioni lo sguardo corre senza ostacoli sull'altopiano di Campo Imperatore, la steppa appenninica che molti chiamano "il piccolo Tibet". Poco sotto, isolata su un costone, sorge la chiesetta ottagonale di Santa Maria della Pietà, immagine che da sola vale il viaggio. Qui non ci sono biglietterie affollate né file ordinate: solo il rumore dei propri passi e, a volte, il suono lontano di un gregge. La zona ha conosciuto un forte spopolamento, e proprio questo abbandono ha preservato un paesaggio di rara autenticità.
Quando andare
Per vivere Rocca Calascio nella sua dimensione più vera conviene evitare le domeniche estive e i ponti, quando arrivano i gruppi attratti dalla fama cinematografica del luogo. Meglio i giorni feriali e le mezze stagioni: l'alba e il tramonto regalano una luce che trasforma la pietra in oro. Portate scarpe adatte, acqua e una giacca a vento, perché in quota il tempo cambia in fretta anche d'estate.
Visitare con rispetto
Visitare con rispetto significa restare sui sentieri, non lasciare tracce e fermarsi per un caffè nel borgo: sostenere chi ancora abita questi luoghi è il modo migliore per tenerli vivi senza consumarli.
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Storia, chiesa e cinema
La costruzione è tradizionalmente attribuita a Ruggero II d'Altavilla dopo la conquista normanna. Nel 1463 Ferdinando I di Napoli concesse il complesso ad Antonio Todeschini Piccolomini, che lo adattò alle armi da fuoco; nel 1579 i Medici acquistarono borgo e rocca per 106.000 ducati. Con i Borbone, dopo il 1743, iniziò il declino e il borgo si spopolò fino al 1957; dagli anni Ottanta del Novecento sono partiti i restauri e il recupero di alcune case come strutture ricettive. La quota è di 1.464 metri secondo il Parco del Gran Sasso (1.520 per l'Istituto Italiano dei Castelli).
La chiesa di Santa Maria della Pietà fu costruita nel 1596, con pianta ottagonale e cupola a otto spicchi, e oggi è un oratorio. La rocca ha fatto da set a «Ladyhawke», «Il nome della rosa», «Amici miei - Atto IIº», «La piovra 7» e «The American», oltre al documentario «Nel silenzio dei sassi» (1968) sullo spopolamento. Dal centro di Calascio la fortezza dista circa 3 km a piedi, con un dislivello di circa 200 metri. Per le altre mete dell'Abruzzo interno leggi Abruzzo segreto e Campo Imperatore.

Come arrivare
La rocca domina il paese di Calascio, sull'altopiano di Campo Imperatore. In auto si arriva dall'autostrada A24: usciti a L'Aquila Est si prende la SS17 e poi la strada provinciale che sale verso Barisciano e Castel del Monte fino a Calascio; dal paese l'ultimo tratto verso la fortezza si percorre a piedi lungo il sentiero. Con i mezzi pubblici Calascio è collegata a L'Aquila dagli autobus di linea regionali. L'aeroporto più vicino è quello di Pescara.
Guide pratiche per L'Aquila
Info pratiche
| Dove | Calascio (L'Aquila), Abruzzo, Italia |
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