Saccargia, la cattedrale a strisce in mezzo al nulla sardo
Tra le colline del Logudoro, la Pieve di Santa Maria Assunta a Saccargia svetta solitaria con le sue strisce bianche e nere: uno dei capolavori romanici della Sardegna, quasi sempre senza file né folla.
Foto: Fpittui at Italian Wikipedia (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Ci sono monumenti che vivono di code e biglietti a tempo, e poi c'è Saccargia. La Pieve di Santa Maria Assunta sorge isolata in una piana erbosa tra Codrongianos e Ploaghe, nel cuore del Logudoro, lontana dalle rotte turistiche che affollano le coste sarde. Arrivando dalla statale la si vede comparire all'improvviso: una facciata a fasce orizzontali di calcare bianco e basalto nero, sormontata da un altissimo campanile che si vede da chilometri di distanza. Nessun parcheggio gremito, nessun chiosco di souvenir. Solo il vento e il silenzio.
La chiesa è uno dei più importanti esempi di architettura romanico-pisana dell'isola, edificata in pietra a partire dal periodo medievale come parte di un complesso monastico legato all'ordine camaldolese. Le sue strisce bicrome, i loggiati della facciata e gli archetti del campanile raccontano l'influenza toscana arrivata via mare. All'interno, nell'abside, si conservano affreschi di epoca medievale tra i più antichi e meglio leggibili della Sardegna: figure solenni che emergono dalla penombra e che da sole valgono la deviazione.
Il bello di Saccargia è proprio l'assenza di scenografia turistica. Si arriva, si parcheggia sull'erba, si entra spesso accompagnati soltanto dal custode o da pochissimi altri visitatori. Intorno, la campagna del Logudoro invita a una sosta lenta: prati, muretti, qualche pecora. È il tipo di luogo che premia chi rallenta invece di rincorrere la lista delle cose da vedere.
Per goderla davvero in solitudine, scegliete la primavera o l'inizio dell'autunno, evitando il pieno agosto quando la Sardegna si riempie. Verificate gli orari di apertura prima di partire, perché la chiesa non è sempre custodita, e abbinate la visita a un giro tra i borghi e le altre pievi romaniche del nord-ovest, ancora lontane dal turismo di massa.