Sammezzano e le Balze: il castello moresco che dorme nel Valdarno
A Reggello, alle porte di Firenze, un castello orientalista chiuso da decenni e un paesaggio di rupi color ocra raccontano una Toscana che il turismo di massa non ha ancora scoperto.
A pochi chilometri da Firenze, ma lontano dalle sue file e dai suoi selfie, c'e un angolo di Toscana che pochi conoscono. Siamo a Reggello, nel Valdarno superiore, dove un castello dall'aspetto improbabile e un paesaggio quasi lunare convivono in silenzio. Niente bus turistici, niente biglietteria affollata: solo collina, boschi e una storia che vale la pena ascoltare.
Il Castello di Sammezzano nasce come grande fattoria nel 1605, voluta dalla famiglia Ximenes d'Aragona. Ma e nell'Ottocento che cambia volto: tra il 1853 e il 1889 Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona lo trasforma nel piu importante esempio di architettura orientalista in Italia. Sale dai soffitti a stalattiti, archi moreschi, mosaici di colori accesi, una geometria ipnotica ispirata all'Alhambra. Il marchese progetto e finanzio tutto in prima persona, comprese le decine di migliaia di alberi del parco circostante.
Oggi il castello e chiuso e versa in stato di abbandono, sospeso tra fascino e malinconia. Non si visita liberamente: sono previste aperture future, mentre comitati come Save Sammezzano lavorano da anni per il recupero. Per questo conviene informarsi prima di partire ed evitare ogni intrusione: ammirarlo dall'esterno, passeggiando nel parco storico tra sequoie e cedri secolari, e gia un'esperienza che ripaga il viaggio.
A breve distanza si aprono le Balze del Valdarno, pareti verticali di sabbie e argille color ocra, alte fino a un centinaio di metri. Sono i sedimenti di un antico lago risalente a milioni di anni fa, modellati dall'erosione in guglie, calanchi e gole profonde. Un paesaggio fragile e spettacolare, che si percorre lungo sentieri segnalati, meglio se con calzature adatte e rispetto per un terreno che frana facilmente.
Sammezzano e le Balze sono il volto autentico di una Toscana minore e preziosa. Qui si arriva in auto da Firenze in meno di un'ora, ma sembra di entrare in un altro tempo. Andateci con discrezione, lasciate i luoghi come li avete trovati: e questo il modo migliore per proteggerli.