Al posto di Barcellona: città spagnole mediterranee senza folla né caos
Stanco della folla di Barcellona? Borghi del Priorat, città di pietra come Cuenca e Albarracín e gli angoli quieti di Madrid.
Barcellona accoglie ormai oltre undici milioni di visitatori l'anno, e nei mesi di punta la Rambla, il Park Güell e il Barri Gòtic somigliano più a una fiera che a una città. Cercare alternative a Barcellona non vuol dire rinunciare alla Spagna mediterranea: vuol dire ritrovarne il ritmo, la pietra calda e il mare in posti dove ancora si sente parlare la gente del luogo. Ecco dove andare, dentro e fuori la Catalogna.
## Restare in Catalogna, salendo sopra la folla
A meno di due ore d'auto da Barcellona, il Priorat è un'altra Spagna: vigne terrazzate, monasteri e villaggi di roccia. Il suo simbolo è Siurana, appollaiata su una rupe rossa sopra un bacino turchese, con meno di trenta abitanti e una chiesa romanica dell'XI secolo a strapiombo sulla valle. È un paese che ha scelto di restare piccolo e ha persino rifiutato l'etichetta di "borgo più bello" per non venire travolto: andateci in settimana, perché nei weekend i due parcheggi si riempiono entro la mattina.
Sulla stessa lunghezza d'onda c'è la costa: la Costa Brava di Girona — Begur, Cadaqués, Tossa de Mar — e la romana Tarragona, con l'anfiteatro di Tárraco affacciato sul Mediterraneo, offrono storia e mare senza l'affollamento del capoluogo.
## La Barcellona che resta vuota
Se proprio Barcellona la volete, sappiate che intere zone restano deserte a pochi metri dai circuiti più battuti. Dietro Plaça Catalunya, la chiesa romanica di Santa Anna custodisce un chiostro silenzioso a due minuti dallo shopping. Nel Barri Gòtic quasi nessuno alza lo sguardo verso le colonne del Tempio di Augusto, incastrate in un cortile medievale. A Poble-sec si scende invece nei tunnel del Refugi 307, rifugio antiaereo della guerra civile scavato a mano dagli abitanti. E sulla collina di Montjuïc, lontano dai bus turistici, si aprono i giardini di cactus di Mossèn Costa i Llobera e il cimitero modernista a picco sul porto.
## Le città di pietra dell'entroterra
Allontanandosi dal mare, la Spagna regala città scolpite nella roccia con la stessa teatralità di Barcellona, ma senza la calca. Cuenca, patrimonio UNESCO in Castiglia-La Mancia, è famosa per le casas colgadas appese sul vuoto tra due gole. In Aragona, Albarracín sale rosa-ocra lungo la cresta della montagna, abbracciata dal fiume Guadalaviar come da un fossato naturale. Verso Segovia, Maderuelo chiude le sue mura medievali su un promontorio affacciato su un lago artificiale. E nel León, Las Médulas mostra le guglie rosse lasciate dalle antiche miniere d'oro romane: un paesaggio che da solo vale il viaggio.
## Madrid, la grande città senza il caos costiero
Tra le alternative a Barcellona la più sottovalutata è l'altra capitale. Madrid è meno saturata dal turismo mordi-e-fuggi e nasconde angoli sorprendenti. A Malasaña, San Antonio de los Alemanes è una chiesa ellittica interamente ricoperta di affreschi barocchi. Nel quartiere de La Latina, il Jardín del Príncipe de Anglona è un orto settecentesco nascosto dietro un muro. Sotto Plaza de Chamberí dorme la stazione fantasma di Chamberí, chiusa al traffico dal 1966 e oggi piccolo museo. E ai margini della città, El Capricho è probabilmente il giardino romantico più bello e meno visitato della capitale.
## Come scegliere
Per godere davvero di queste mete viaggiate in mezza stagione — da marzo a giugno, da settembre a novembre — ed evitate i fine settimana, quando anche i borghi più tranquilli si riempiono. Che scegliate il Priorat, una città di tufo dell'entroterra o gli angoli silenziosi di Madrid, scoprirete una Spagna mediterranea che non chiede di mettersi in fila per essere vissuta.