Ponte di Ognissanti: borghi, foliage e terme senza turisti
Dove andare il ponte del 1 novembre tra Piemonte e Abruzzo: borghi, boschi accesi dall'autunno e terme lontane dalla folla.
Il ponte del 1 novembre è il momento in cui l'Italia interna dà il meglio: i boschi virano al rame, le terme tornano a essere un piacere e i borghi di montagna si svuotano dei pochi turisti estivi. Decidere **dove andare per il ponte del 1 novembre** significa scegliere quote giuste e ritmi lenti. Piemonte e Abruzzo, ai due capi della dorsale appenninica e alpina, offrono esattamente questo: foliage prevedibile, pietra antica e acque calde. Ecco un itinerario diviso per regione, con mete vere e una regola pratica sul foliage.
La regola è semplice: tra fine ottobre e i primi di novembre il colore migliore non sta in alta quota (lì i larici hanno già perso le foglie) ma tra i 700 e i 1.100 metri, dove faggi, castagni e aceri durano più a lungo. Punta lì e difficilmente sbaglierai.
**Piemonte: Valsesia, Monferrato e una valle senza strade**
La Valsesia è la scommessa più sicura per il foliage. Da Varallo in su i versanti si accendono di faggi e castagni; una camminata facile come quella verso i Laghi Tailly e la Val d'Otro regala specchi d'acqua incorniciati dal bosco, mentre le Gole del Lavì e l'anello dei tre laghi sono perfette per chi vuole un percorso ad anello senza affollamento. In testa alla valle, le case di legno di Pedemonte ad Alagna raccontano il mondo walser sotto il Monte Rosa: a inizio novembre il paese è quieto e i larici intorno fanno da quinta dorata.
Sopra Varallo, il Sacro Monte di Varallo unisce arte e bosco: salire alle cappelle affrescate in una mattina d'autunno, con la nebbia che sale dalla valle, è un'esperienza che pochi mettono in conto per un ponte.
Se cerchi il selvaggio puro, la Val Grande, l'area wilderness più estesa d'Italia, in autunno diventa un mare di faggete senza strade né paesi: vai attrezzato e con tappe corte, ma il silenzio ripaga.
Per chi preferisce le colline al posto delle vette, il Monferrato è l'alternativa morbida. L'Abbazia di Vezzolano custodisce un chiostro romanico tra vigne ormai vendemmiate e foreste di querce, mentre il Ricetto di Candelo, il villaggio-fortezza dove un tempo si custodiva il vino, è la meta giusta per una giornata di pioggia, tra "rue" lastricate e cantine.
E le terme? In bassa Valle Tanaro c'è Garessio, borgo termale tra castagneti e Langhe: acque, passeggiate brevi e un foliage tardivo che spesso regge fino a metà novembre. Chi vuole un finale spirituale può chiudere il cerchio alla Sacra di San Michele, sopra la Val di Susa, dove lo Scalone dei Morti acquista tutto il suo senso proprio nei giorni intorno a Ognissanti.
**Abruzzo: Maiella, terme e fortezze di pietra**
L'Abruzzo è il versante caldo di questo ponte, e la Maiella ne è il cuore. Caramanico Terme, immerso nel parco a circa 600 metri, è la base ideale: le sue acque sorgive e la Valle dell'Orfento, gialla di pioppi e aceri tra fine ottobre e inizio novembre, sono il classico binomio terme-foliage. Da qui parte la salita all'Eremo di San Bartolomeo in Legio, incastonato in una parete sopra il bosco: un'ora di cammino tra faggi e carpini accesi.
Ai piedi del massiccio, l'abbazia di San Liberatore a Maiella mette in fila pietra romanica e faggete monumentali come quelle del vicino Bosco di Sant'Antonio, sopra Pescocostanzo, dove i faggi a candelabro meritano la deviazione anche senza link.
Per chi ama il dramma del paesaggio, il Gran Sasso offre Rocca Calascio: la fortezza più alta dell'Appennino, spettacolare quando l'aria limpida di novembre sgombra l'orizzonte. Più a sud, tra i calanchi del Sangro, Buonanotte è un borgo abbandonato dalla frana, sospeso e fotogenico, da visitare con prudenza. E per chiudere su una nota archeologica, il tempio italico di Schiavi d'Abruzzo, santuario sannita tra i monti del Trigno, regala rovine in quota e nessuna coda.
Un consiglio finale: prenota l'alloggio con qualche giorno d'anticipo (il ponte resta gettonato in zona terme), porta scarpe da trekking e parti presto. Il foliage e le acque calde non hanno bisogno di folla per essere memorabili.