Alagna Valsesia, Piemonte, Italia

Alagna e le case di legno di Pedemonte: il silenzio dei Walser sotto il Monte Rosa

Sotto la parete del Monte Rosa, la frazione di Pedemonte ad Alagna Valsesia conserva intatte le case in legno e pietra dei Walser, un angolo di Piemonte alpino dove la montagna si racconta lontano dalle code degli impianti.

Alagna e le case di legno di Pedemonte: il silenzio dei Walser sotto il Monte Rosa

Foto: Massimo Beltrame (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Quasi tutti, in Valsesia, puntano dritti agli impianti di Alagna per salire verso il Monte Rosa. Pochi si fermano a Pedemonte, la frazione raccolta a poche centinaia di metri dal centro, dove la montagna smette di essere un comprensorio sciistico e torna a essere un luogo da abitare. Qui le case in legno scuro stanno appoggiate al pendio come se ci fossero cresciute, e il rumore dominante non è quello delle seggiovie ma quello dell'acqua e del vento tra i larici.

Pedemonte, che nella lingua walser si chiama Z'Kantmud, è il cuore della comunità germanofona che a partire dal Medioevo colonizzò questi versanti alti attorno al Monte Rosa. I Walser portarono un modo di costruire preciso e ostinato: una base in pietra a difendere dall'umidità e dalla neve, e sopra una struttura in tronchi di larice squadrati e incastrati a secco, senza chiodi, secondo la tecnica del Blockbau. Il larice resistente fuori, l'abete più morbido dentro: legno scelto per quello che doveva fare.

A rendere riconoscibili queste case sono le lobie, le grandi loggie di legno che corrono lungo le facciate. Non erano un vezzo, ma un essiccatoio: lì si lasciavano asciugare il fieno, la segale, le pannocchie, mentre il legno annerito dal tempo immagazzinava il poco sole d'alta quota. Camminando tra gli edifici si capisce che ogni dettaglio rispondeva alla durezza del clima, non al gusto.

Nel borgo c'è il Museo Walser, allestito in un edificio che porta incisa la data 1628 e aperto nel 1976 per volontà degli abitanti. Dentro, abitazione e stalla convivono sotto lo stesso tetto, sfruttando il calore degli animali: è il modo più diretto per leggere come si viveva qui. In estate il museo apre nel pomeriggio, con qualche mattina aggiuntiva tra luglio e agosto, ma conviene verificare gli orari prima di salire.

Visitare Pedemonte significa accettare un ritmo lento. Si arriva, si lasciano da parte i selfie sulle vette, si cammina piano tra le case e si ascolta. È un'altra idea di montagna piemontese: meno spettacolare, più vera, e per ora ancora silenziosa.

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