Il Sacro Monte di Varallo: la montagna dipinta che pochi salgono
In Valsesia, una collina di cappelle affrescate e popolate da statue racconta storie sacre tra i castagni: un capolavoro patrimonio UNESCO che resta quasi sempre senza fila.
Foto: Carlo Dell'Orto (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Sopra il borgo di Varallo, in Valsesia, una collina boscosa nasconde uno dei luoghi più sorprendenti del Piemonte. Il Sacro Monte di Varallo è un complesso di cappelle disseminate tra i sentieri, ciascuna popolata da statue a grandezza naturale e affreschi che mettono in scena episodi della tradizione religiosa. Cammini da un edificio all'altro e ti ritrovi circondato da volti, gesti e paesaggi dipinti: un'esperienza teatrale e silenziosa insieme, lontana dalle folle che assediano altri santuari italiani.
È il più antico dei Sacri Monti dell'arco alpino, riconosciuto patrimonio mondiale UNESCO insieme agli altri della rete prealpina. Eppure resta poco frequentato: molti visitatori del Piemonte si fermano alle Langhe o ai laghi e ignorano questa valle laterale. Qui non troverai bancarelle aggressive né file ai biglietti, solo il fruscio degli alberi e qualche pellegrino. Puoi salire a piedi lungo la mulattiera storica oppure usare la funivia che parte dal centro di Varallo, scegliendo il ritmo che preferisci.
La visita ricompensa la lentezza. Vale la pena perdersi tra le cappelle senza un ordine rigido, affacciarsi dai punti panoramici sulle montagne della Valsesia e poi scendere a esplorare Varallo, con la sua Pinacoteca e le vie del centro. Porta scarpe comode, acqua e tempo: il percorso è una passeggiata in salita, non una corsa. Rispetta il silenzio degli spazi sacri e l'opera dei restauratori che mantengono vivi affreschi fragili.
I mesi migliori sono la primavera e l'inizio dell'autunno, quando la luce è morbida, i boschi cambiano colore e i pochi turisti estivi sono già altrove. Evita i ponti festivi, scegli un giorno feriale e arriva di mattina presto: avrai intere cappelle tutte per te. Il Sacro Monte di Varallo non chiede di essere consumato in fretta, ma di essere attraversato con calma, come una storia da leggere camminando.