Roccamorice, Abruzzo, Italia

L'Eremo di San Bartolomeo in Legio: una preghiera scolpita nella roccia della Majella

Sospeso sulla parete del Vallone dello Spirito, a Roccamorice, un eremo medievale incastonato nella pietra racconta otto secoli di silenzio: si raggiunge solo a piedi, e proprio per questo resta uno dei luoghi piu intatti d'Abruzzo.

L'Eremo di San Bartolomeo in Legio: una preghiera scolpita nella roccia della Majella

Foto: Fernando Blasioli (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che non si visitano: si raggiungono. L'Eremo di San Bartolomeo in Legio e uno di questi. Non lo trovi affacciandoti da un parcheggio panoramico, ma scendendo a piedi lungo un sentiero che taglia il fianco della Majella, sopra il comune di Roccamorice, in provincia di Pescara. A un certo punto, tra il verde e la pietra chiara, appare: una lunga fascia di roccia scavata e murata, una facciata bassa che sembra nata dalla montagna piu che costruita dall'uomo.

Le sue origini si perdono prima dell'anno Mille, ma il volto che vediamo oggi risale alla meta del Duecento, quando Pietro da Morrone, l'eremita che sarebbe poi diventato papa con il nome di Celestino V, lo restauro e vi si ritiro in preghiera. Qui cercava il silenzio assoluto; quando la sua fama richiamo troppi fedeli, si spostò in valli ancora piu impervie. E forse e proprio questa vocazione alla solitudine che l'eremo conserva ancora, intatta, dopo otto secoli.

Il luogo e incastonato nella parete del Vallone dello Spirito, dove scorre il torrente Capo La Vena. Per arrivare all'oratorio si percorre una stretta scala scavata nella pietra, lucida e consumata dai passi. Dentro, la roccia e il soffitto, la parete, il pavimento: la natura e l'architettura si confondono. Fuori, una balconata naturale si apre sulla valle, e il silenzio e cosi pieno da sembrare un suono.

Non aspettatevi servizi, biglietterie, code. Non c'e nulla di tutto questo, ed e il suo dono piu grande. L'unico vero momento di folla e il 25 agosto, festa di San Bartolomeo, quando dal paese sale la processione che porta la statua lignea del santo. Negli altri giorni, l'eremo e quasi sempre vostro.

Andateci in primavera o nelle prime settimane d'autunno, quando la luce e morbida e i sentieri asciutti. Portate scarpe adatte, acqua, rispetto. Lasciate la pietra come l'avete trovata. Questo non e un monumento da consumare: e un luogo che si attraversa in punta di piedi, e che ricambia con una quiete che altrove abbiamo quasi dimenticato.

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