La riscoperta dei borghi: spopolamento e rinascita dell'Italia minore
Riscoperta dei borghi e spopolamento in Italia: dati reali, paesi fantasma e storie di rinascita, da Venzone a Gangi fino a Civitacampomarano.
Parlare di riscoperta dei borghi in Italia significa fare i conti con un numero scomodo: lo spopolamento. Tra il 2014 e il 2024 le aree interne hanno perso circa il 5% dei residenti, scendendo a 13,3 milioni di abitanti, dopo anni di lieve crescita. Nel solo 2023, 341 comuni non hanno registrato nemmeno una nascita, e il tasso di natalità nelle zone più periferiche è sceso al 5,8 per mille. Le proiezioni ISTAT parlano di un ulteriore -8,7% entro il 2043, con quasi il 90% dei comuni delle aree interne del Mezzogiorno destinato al calo. Legambiente stima in oltre 700mila gli abitanti persi dai piccoli centri in un decennio.
Dietro le cifre ci sono case chiuse, scuole accorpate, piazze silenziose. Ma c'è anche una geografia che vale la pena percorrere con attenzione, perché racconta sia la ferita sia i tentativi di ricucirla.
Il punto più estremo dello spopolamento sono i paesi fantasma. In Basilicata, Craco fu abbandonato dopo le frane degli anni Sessanta e oggi è il borgo disabitato più visitato e fotografato d'Italia, set di decine di film. Nel Cilento, Roscigno Vecchia fu svuotata da inizio Novecento per il dissesto del terreno: dei circa 1.200 abitanti del 1902 resta una piazza con la fontana-abbeveratoio, ribattezzata "la Pompei del Novecento". In Sicilia, Poggioreale Antica si è fermata alla notte del terremoto del Belice del 1968. In Abruzzo, Buonanotte è stata svuotata da una frana, mentre nel Lazio la vecchia Celleno di tufo rosso è stata lasciata per l'instabilità della rupe. Sono luoghi che insegnano molto su come e perché un paese muore: terremoti, frane, emigrazione.
La parola "rinascita", però, non è retorica. Il caso simbolo è Venzone, in Friuli, raso al suolo dal terremoto del 1976 (l'Orcolat, 989 vittime). Invece di trasferire altrove gli abitanti, la comunità scelse di ricostruire "com'era e dov'era": con la tecnica dell'anastilosi, le pietre crollate furono numerate e rimesse al loro posto. Il Duomo, circa 9.500 conci, fu completato nel 1995. Nel 2017 Venzone ha vinto il titolo di Borgo dei Borghi, diventando il manifesto del "Modello Friuli".
Più recente, e diverso, il riscatto del Molise. A Civitacampomarano, poco più di 400 abitanti, dal 2016 il CVTà Street Fest ideato da Alice Pasquini ha portato oltre 90 opere murali e circa 25mila visitatori l'anno in un paese quasi disabitato. Molti emigrati sono tornati ad aprire attività; nel 2026 ha aperto la galleria permanente No Panic, finanziata dal bando PNRR per i borghi. L'arte come motore demografico, non come decorazione.
Poi c'è la leva economica delle "case a 1 euro", nata a Salemi nel 2008 da un'idea di Oliviero Toscani. Il modello più citato è Gangi, sulle Madonie: il sindaco censì 600 immobili abbandonati e li cedette a prezzo simbolico, a patto di ristrutturarli. Risultato: migliaia di richieste, anche dall'estero, e il titolo di Borgo dei Borghi 2014. Mussomeli ha superato le 200 vendite, Sambuca di Sicilia ha attirato compratori da tutto il mondo. Non sono regali: chi compra deve cantierare entro tempi precisi, e chi sottovaluta costi e burocrazia spesso rinuncia.
C'è infine la via dell'accoglienza. Sutera, nell'entroterra nisseno, ha riaperto case vuote ai rifugiati: i bambini riempiono di nuovo le aule e un richiedente asilo ha persino partecipato al presepe vivente, l'evento che porta in paese migliaia di persone. Sul versante calabrese, esperienze come Riace e Camini hanno seguito la stessa intuizione: l'integrazione come strumento contro l'abbandono.
Accanto ai casi limite, restano i borghi che semplicemente resistono e meritano una visita consapevole: Aliano, il paese del confino di Carlo Levi tra i calanchi lucani; la Rabatana di Tursi, quartiere di origine araba aggrappato all'argilla; Castelmezzano tra le guglie delle Dolomiti Lucane; Bisaccia e Bovino nell'Appennino tra Campania e Puglia; e Sauris, isola linguistica tedesca del Friuli che sull'albergo diffuso ha costruito la propria sopravvivenza.
La riscoperta dei borghi non si esaurisce in un weekend fotogenico. Visitarli con cognizione di causa, dormirci, comprare nelle botteghe è il modo più concreto in cui un viaggiatore può incidere su quei numeri: trasformare lo spopolamento, almeno in parte, in presenza.