Gangi, il borgo di pietra appeso alle Madonie
Arroccato sulle Madonie a un passo da Palermo, Gangi e un labirinto di vicoli e tetti di pietra dove il turismo di massa non e mai arrivato: il posto giusto per chi cerca la Sicilia lenta e silenziosa.
Foto: Effems (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Ci sono borghi che si guardano dal basso, e Gangi e uno di questi. Salendo lungo le strade del Parco delle Madonie, lo si vede comparire all'improvviso sul fianco del Monte Marone: una cascata di case color miele che sembrano impilate l'una sull'altra, tetti di coppi e vicoli che si arrampicano fino alla cima. Da lontano pare un presepe; da vicino e un dedalo di pietra dove ci si perde volentieri, lontano dai circuiti del turismo affollato che riempie le coste siciliane.
Il cuore del paese si gira a piedi, ed e l'unico modo possibile. Si sale per scalinate strette tra portali di pietra scura, si sbuca in piccole piazze, si incrocia qualche anziano seduto sull'uscio piu spesso di quanto si incroci un altro viaggiatore. La Torre dei Ventimiglia domina il centro storico, e dai punti piu alti lo sguardo corre sulle montagne e, nelle giornate limpide, fino all'Etna che si staglia all'orizzonte. Non ci sono code, non ci sono biglietterie affollate: solo il rumore del vento e delle campane.
Gangi premia chi ha tempo. Conviene fermarsi a dormire, mangiare nelle trattorie dove si cucina ancora con i prodotti delle Madonie, comprare il pane e i formaggi nelle botteghe del paese invece che nei supermercati a valle. E un modo concreto di sostenere una comunita di montagna che ha scelto di restare, anziche svuotarsi. Da qui partono sentieri verso i boschi del parco, ideali per camminate senza folla.
Si arriva comodamente solo in auto, mettendo in conto curve e tornanti che fanno parte del viaggio. Meglio evitare il cuore dell'estate, quando il caldo dell'entroterra siciliano si fa intenso: la primavera e l'autunno regalano luce dorata, temperature gentili e vicoli tutti per se.