Bisaccia, Campania, Italia

Bisaccia, il castello e il borgo silenzioso dell'Irpinia che pochi cercano

Sull'altopiano dell'alta Irpinia, Bisaccia custodisce un castello ducale di origine longobarda e un vecchio borgo di pietra dove il silenzio, più che un'assenza, sembra una promessa.

Bisaccia, il castello e il borgo silenzioso dell'Irpinia che pochi cercano

Foto: Original uploader was Utente:Mariano.lavita at it.wikipedia (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Ci sono paesi che non gridano. Bisaccia, in alta Irpinia, a poco più di ottocento metri di quota nell'estremo lembo della provincia di Avellino, è uno di questi. Arrivarci significa lasciarsi alle spalle le rotte abituali della Campania e salire verso un altopiano largo e ventoso, dove i campi si alternano ai boschi e l'orizzonte si apre verso la Puglia. Qui non si viene per spuntare una lista: si viene per camminare lentamente e ascoltare.

Il cuore del paese è il Castello Ducale, una mole di pietra che domina il vecchio abitato. Le sue origini risalgono all'epoca longobarda, quando questi crinali erano linea di confine e di difesa; rimaneggiato nei secoli, soprattutto dopo i terremoti che hanno segnato la storia dell'Irpinia, fu trasformato in età rinascimentale in residenza nobiliare, come testimonia la caratteristica loggia ad archi tondi. Secondo la tradizione, tra queste sale soggiornò anche il poeta Torquato Tasso. Oggi il castello appartiene al Comune e ospita al suo interno un museo archeologico, con reperti che raccontano una presenza umana antichissima su questi rilievi.

Attorno alla fortezza si distende il borgo vecchio, ricostruito attorno a vicoli stretti e scalinate di pietra. Bisaccia porta i segni dei suoi terremoti, in particolare quello del 1980, che spinse buona parte della vita verso un abitato più moderno poco distante. Il risultato è un centro storico curato ma quieto, dove le finestre chiuse e gli angoli perfetti convivono con il lavoro paziente di chi è rimasto o è tornato.

Proprio questa quiete è il dono di Bisaccia. Non aspettatevi folle né file: aspettatevi cortili vuoti, il rumore del vento, qualche anziano sull'uscio e una cucina contadina fatta di pane, formaggi e legumi dell'altopiano. La luce migliore è quella della tarda primavera e dell'inizio autunno, quando le giornate sono lunghe e l'aria limpida.

Visitate Bisaccia in punta di piedi: comprate nelle botteghe del posto, chiedete prima di fotografare le case abitate, rispettate il silenzio. È esattamente ciò che questo borgo dell'Irpinia ha da offrire.

Altre mete da scoprire

← Tutte le guide