Roscigno Vecchia, il paese-museo dove il tempo si è fermato
Nel cuore del Cilento, un borgo svuotato dalle frane e mai più riabitato sopravvive intatto: case di pietra, una piazza con la fontana e un silenzio che vale il viaggio.
Foto: Dэя-Бøяg (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Ci sono luoghi che non si visitano, si attraversano in punta di piedi. Roscigno Vecchia, sulle pendici dei monti Alburni in provincia di Salerno, è uno di questi. Un intero paese di pietra rimasto in piedi ma vuoto, abbandonato all'inizio del Novecento quando una frana costrinse gli abitanti a ricostruire l'abitato poco più a nord. La gente del posto lo chiama da secoli "il paese che cammina", perché il terreno instabile lo ha più volte spinto a spostarsi.
Il cuore del borgo è Piazza Giovanni Nicotera, una distesa selciata ombreggiata da grandi alberi, con al centro una fontana circolare in pietra e un abbeveratoio. Tutt'intorno, le case basse con i loro usci, le scale esterne, i forni: un impianto rurale rimasto congelato a oltre un secolo fa. Sul lato rialzato si affaccia la settecentesca chiesa di San Nicola di Bari, oggi chiusa ma ancora suggestiva.
Per non perdere la memoria di questo mondo, in alcuni locali dell'ex municipio e della vecchia canonica è stato allestito un Museo della Civiltà Contadina. Stanza dopo stanza, attraverso attrezzi, fotografie e oggetti quotidiani, si raccontano i cicli del lavoro: la vite e il vino, l'olivo e l'olio, il grano e il pane, la lana e il formaggio. È il modo più concreto per capire chi viveva qui prima del grande silenzio.
Roscigno Vecchia è inserita dal 1998 nel patrimonio UNESCO insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Eppure resta fuori dalle rotte di massa: niente file, niente bancarelle, spesso solo i gatti che si sono presi gli spazi un tempo abitati. Proprio questa assenza di folla è il suo dono più prezioso, da rispettare camminando piano e portando via solo fotografie.
Si visita tutto l'anno, ma la primavera e l'inizio dell'autunno regalano le luci migliori e temperature gradevoli per la passeggiata. Da qui si raggiungono facilmente gli altri borghi interni del Cilento, lontani dalla costa più battuta. Un'alternativa lenta e autentica alle mete affollate del Sud, dove il viaggio diventa ascolto.