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House e pet sitting: viaggiare quasi gratis prendendoti cura di una casa

Come funziona l'house sitting e il pet sitting per viaggiare quasi gratis: piattaforme vere, costi, doveri e mete lente dove provarlo.

House e pet sitting: viaggiare quasi gratis prendendoti cura di una casa

Dormire in un casale di campagna, in un appartamento di città o in una casa di pietra dentro un borgo, senza pagare l'alloggio: in cambio basta innaffiare le piante, ritirare la posta e, quasi sempre, dare da mangiare a un gatto o portare a spasso un cane. È il principio dell'house sitting (custodia di una casa) e del pet sitting (custodia degli animali): due formule che permettono di viaggiare quasi gratis e di restare in un posto abbastanza a lungo da viverlo davvero, non da visitarlo di corsa.

Come funziona, concretamente. Chi parte ha bisogno di qualcuno che resti in casa: un proprietario che va in vacanza ma non vuole lasciare solo il cane, o chiudere l'animale in pensione. Tu ti offri di stare lì al posto suo. Non gira denaro tra le due parti: niente affitto da pagare, niente compenso per la custodia. Lo scambio è alla pari, alloggio contro cura. L'unico costo reale è l'iscrizione alla piattaforma che mette in contatto le persone e fa da garanzia (recensioni reciproche, verifica dell'identità, assicurazioni).

Le piattaforme che funzionano davvero. La più grande è TrustedHousesitters: opera in oltre cento Paesi e si basa solo su animali domestici. L'iscrizione annuale per chi fa il sitter parte da circa 129 dollari (piano base) e sale fino a 259 (premium); a fine 2025 è stata introdotta una commissione di circa 12 dollari per ogni soggiorno, esclusa solo dal piano premium. Per l'Europa, e in particolare per Francia, Belgio e Svizzera, conviene guardare Nomador, nato in Francia: offre un piano Discovery intorno a 89 euro l'anno (o circa 34 euro per tre mesi, utile se non viaggi tutto l'anno), profili verificati, doppia recensione e la funzione "stopover" per tappe brevi tra un incarico e l'altro. Esistono anche realtà più piccole come HouseSitMatch e MindMyHouse, con quote più basse ma meno annunci. In Italia la rete è ancora giovane: gli incarichi si concentrano tra le case di stranieri in Toscana, Umbria e nei borghi del Sud, ma cresce ogni anno.

Doveri e buon senso. Un house sit non è una vacanza con la casa in regalo: è un impegno. Significa rispettare gli orari dell'animale, tenere la casa come l'hai trovata, gestire un eventuale guasto o una visita dal veterinario, ed essere reperibili. Prima di accettare, fai sempre una videochiamata con il proprietario, chiedi chi contattare per le emergenze e fatti spiegare le abitudini dell'animale. La regola d'oro: lascia tutto meglio di come l'hai trovato. È così che si costruiscono le recensioni che ti apriranno gli incarichi migliori.

Pro e contro, senza illusioni. Il vantaggio è enorme: settimane di alloggio gratuito in luoghi dove un soggiorno costerebbe parecchio, e la possibilità di vivere un territorio dall'interno. Lo svantaggio è che sei vincolato: gli animali hanno bisogno di te ogni giorno, le date le decide chi parte, e i primi incarichi sono i più difficili da ottenere senza recensioni. Funziona meglio per chi ha tempo e flessibilità: nomadi digitali, pensionati, chi viaggia lento. E rende moltissimo in bassa stagione, quando l'offerta di case cresce e la concorrenza cala: vale la pena leggere perché conviene la bassa stagione, anche per scegliere quando candidarsi.

Dove provarlo, restando lontani dalle rotte affollate. Il pet sitting dà il meglio dove un soggiorno lungo ha senso: territori lenti, con ritmi propri. In Sardegna interna, per esempio, custodire una casa significa avere tempo per la Barbagia tra formaggi e lago a Gavoi e per un itinerario di quattro giorni nei borghi della Sardegna interna. Sull'Appennino, una settimana basta per esplorare i borghi vuoti dell'Appennino tosco-emiliano o per salire con calma ad Anghiari, nella Valtiberina. In Emilia c'è la Val d'Arda di Castell'Arquato; nel Montefeltro la pietra e i boschi di Frontino; in Maremma il borgo murato di Pereta. Sul versante adriatico, un incarico è la scusa giusta per i borghi del Gran Sasso a ritmo lento e per scoprire il Molise, la regione che "non esiste". All'estero la rete è più fitta: in Albania ti aspetta Berat, la città delle mille finestre, nell'Alentejo portoghese il borgo-museo di Mértola sul Guadiana.

In fondo, è una delle vie più coerenti per viaggiare diversamente: niente camere d'albergo, una casa vera, un animale di cui prendersi cura e settimane intere per capire un luogo. Se l'idea ti convince, è anche un modo concreto per evitare l'overtourism e spostare i tuoi viaggi dove c'è ancora spazio.

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