House e pet sitting: viaggiare quasi gratis prendendoti cura di una casa
Come funziona l'house sitting e il pet sitting per viaggiare quasi gratis: piattaforme vere, costi, doveri e mete lente dove provarlo.
Foto: FeatherWeatherK (CC BY 4.0) — Flickr
Dormire in un casale di campagna, in un appartamento di città o in una casa di pietra dentro un borgo, senza pagare l'alloggio: in cambio basta innaffiare le piante, ritirare la posta e, quasi sempre, dare da mangiare a un gatto o portare a spasso un cane. È il principio dell'house sitting (custodia di una casa) e del pet sitting (custodia degli animali): due formule che permettono di viaggiare quasi gratis e di restare in un posto abbastanza a lungo da viverlo davvero, non da visitarlo di corsa.
Come funziona
Come funziona, concretamente. Chi parte ha bisogno di qualcuno che resti in casa: un proprietario che va in vacanza ma non vuole lasciare solo il cane, o chiudere l'animale in pensione. Tu ti offri di stare lì al posto suo. Non gira denaro tra le due parti: niente affitto da pagare, niente compenso per la custodia. Lo scambio è alla pari, alloggio contro cura. L'unico costo reale è l'iscrizione alla piattaforma che mette in contatto le persone e fa da garanzia (recensioni reciproche, verifica dell'identità, assicurazioni).
Le piattaforme
Le piattaforme che funzionano davvero. La più grande è TrustedHousesitters: opera in oltre cento Paesi e si basa solo su animali domestici. L'iscrizione annuale per chi fa il sitter parte da circa 129 dollari (piano base) e sale fino a 259 (premium); a fine 2025 è stata introdotta una commissione di circa 12 dollari per ogni soggiorno, esclusa solo dal piano premium. Per l'Europa, e in particolare per Francia, Belgio e Svizzera, conviene guardare Nomador, nato in Francia: offre un piano Discovery intorno a 89 euro l'anno (o circa 34 euro per tre mesi, utile se non viaggi tutto l'anno), profili verificati, doppia recensione e la funzione "stopover" per tappe brevi tra un incarico e l'altro. Esistono anche realtà più piccole come HouseSitMatch e MindMyHouse, con quote più basse ma meno annunci. In Italia la rete è ancora giovane: gli incarichi si concentrano tra le case di stranieri in Toscana, Umbria e nei borghi del Sud, ma cresce ogni anno.
Doveri e buon senso. Un house sit non è una vacanza con la casa in regalo: è un impegno. Significa rispettare gli orari dell'animale, tenere la casa come l'hai trovata, gestire un eventuale guasto o una visita dal veterinario, ed essere reperibili. Prima di accettare, fai sempre una videochiamata con il proprietario, chiedi chi contattare per le emergenze e fatti spiegare le abitudini dell'animale. La regola d'oro: lascia tutto meglio di come l'hai trovato. È così che si costruiscono le recensioni che ti apriranno gli incarichi migliori.
Pro e contro
Pro e contro, senza illusioni. Il vantaggio è enorme: settimane di alloggio gratuito in luoghi dove un soggiorno costerebbe parecchio, e la possibilità di vivere un territorio dall'interno. Lo svantaggio è che sei vincolato: gli animali hanno bisogno di te ogni giorno, le date le decide chi parte, e i primi incarichi sono i più difficili da ottenere senza recensioni. Funziona meglio per chi ha tempo e flessibilità: nomadi digitali, pensionati, chi viaggia lento. E rende moltissimo in bassa stagione, quando l'offerta di case cresce e la concorrenza cala: vale la pena leggere perché conviene la [bassa stagione](guida/bassa-stagione-perché-conviene), anche per scegliere quando candidarsi.
Dove provarlo
Dove provarlo, restando lontani dalle rotte affollate. Il pet sitting dà il meglio dove un soggiorno lungo ha senso: territori lenti, con ritmi propri. In Sardegna interna, per esempio, custodire una casa significa avere tempo per la Barbagia tra formaggi e lago a Gavoi e per un itinerario di quattro giorni nei borghi della Sardegna interna. Sull'Appennino, una settimana basta per esplorare i borghi vuoti dell'Appennino tosco-emiliano o per salire con calma ad Anghiari, nella Valtiberina. In Emilia c'è la Val d'Arda di Castell'Arquato; nel Montefeltro la pietra e i boschi di Frontino; in Maremma il borgo murato di Pereta. Sul versante adriatico, un incarico è la scusa giusta per i borghi del Gran Sasso a ritmo lento e per scoprire il Molise, la regione che "non esiste". All'estero la rete è più fitta: in Albania ti aspetta [Berat, la città delle mille finestre](guida/berat-la-città-delle-mille-finestre-dove-l-albania-rallenta), nell'Alentejo portoghese il borgo-museo di Mértola sul Guadiana.
In fondo, è una delle vie più coerenti per viaggiare diversamente: niente camere d'albergo, una casa vera, un animale di cui prendersi cura e settimane intere per capire un luogo. Se l'idea ti convince, è anche un modo concreto per evitare l'overtourism e spostare i tuoi viaggi dove c'è ancora spazio.
Info pratiche
Quando andare a House e pet sitting?
I mesi migliori sono aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre, quando c'è meno gente.
Come funziona?
Come funziona, concretamente. Chi parte ha bisogno di qualcuno che resti in casa: un proprietario che va in vacanza ma non vuole lasciare solo il cane, o chiudere l'animale in pensione. Tu ti offri di stare lì al posto suo. Non gira denaro tra le due parti: niente affitto da pagare, niente compenso per la custodia. Lo scambio è alla pari, alloggio contro cura. L'unico costo reale è…
Dove provarlo?
Dove provarlo, restando lontani dalle rotte affollate. Il pet sitting dà il meglio dove un soggiorno lungo ha senso: territori lenti, con ritmi propri. In Sardegna interna, per esempio, custodire una casa significa avere tempo per la Barbagia tra formaggi e lago a Gavoi e per un itinerario di quattro giorni nei borghi della Sardegna interna. Sull'Appennino, una settimana basta per esplorare i…