Celleno, Lazio, Italia

Celleno Vecchia: il borgo di tufo rosso che il tempo ha lasciato indietro

Sopra uno sperone di tufo nella Tuscia viterbese, un borgo svuotato da terremoti e frane resiste silenzioso, a pochi chilometri dalla ben piu nota Civita di Bagnoregio.

Celleno Vecchia: il borgo di tufo rosso che il tempo ha lasciato indietro

Foto: Vitmalinovsky (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che non si raccontano con la voce, ma con il silenzio. Celleno Vecchia e uno di questi. Si raggiunge da Celleno, in provincia di Viterbo, percorrendo poco piu di un chilometro lungo una strada che sembra portare fuori dal presente. Davanti agli occhi appare un borgo intero, arroccato su una rupe di tufo, abitato solo dal vento e dalla luce che cambia.

Le origini di questo nucleo affondano nel tempo: un insediamento fortificato sorse sullo sperone tufaceo durante il Medioevo, attorno al X-XI secolo. La storia di Celleno e pero una storia ferita. Nei secoli il borgo fu colpito ripetutamente da epidemie, terremoti e frane, che ne minarono lentamente la stabilita. Le scosse sismiche e l'erosione del tufo spinsero gli abitanti ad andarsene, fino all'abbandono ufficiale sancito a meta del Novecento, quando nacque il nuovo centro abitato poco distante.

Oggi si cammina tra vicoli stretti e case di tufo rosso senza intonaco, allineate come una memoria sospesa. All'ingresso del borgo si incontra il Castello Orsini, che prende nome dalla famiglia che lo domino, con la sua torre e la mole imponente. Qui non c'e finzione turistica: la Pro Loco ha ricostruito alcune scene di vita quotidiana con oggetti donati dagli stessi cellenesi, restituendo il gesto semplice di chi conservava il vino o lavorava nei campi.

A differenza della vicina Civita di Bagnoregio, presa d'assalto e battezzata "la citta che muore", Celleno Vecchia e rimasta defilata. Tutelata dal FAI dal 2018, e visitabile liberamente, eppure resta lontana dai grandi flussi. Proprio qui sta il suo valore: e un borgo fantasma che si offre senza folla, dove ascoltare il proprio passo sul selciato.

Visitatela con rispetto: non lasciate tracce, non staccate frammenti di tufo, sostenete le piccole realta locali del paese nuovo. Il modo migliore per arrivarci e in primavera o in autunno, quando la luce e morbida e i calanchi attorno cambiano colore. Celleno Vecchia non chiede di essere conquistata, ma soltanto attraversata in punta di piedi.

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