Italia

Ponte del 25 aprile e 1° maggio: 13 borghi da visitare prima dell'alta stagione

Dove andare per il ponte del 25 aprile e 1° maggio: 13 borghi italiani da nord a sud, con fioriture, sagre di primavera e zero code.

Ponte del 25 aprile e 1° maggio: 13 borghi da visitare prima dell'alta stagione

Nel 2026 il calendario regala due agganci comodi: il 25 aprile cade di sabato e il 1° maggio di venerdì. Bastano quattro giorni di ferie strategici a fine aprile per cucire un ponte lungo, e la primavera è il momento ideale per i borghi: giornate tiepide, prati in fiore, ristoranti aperti e centri storici ancora vuoti rispetto al pienone di luglio e agosto. Se cercate dove andare per il ponte del 25 aprile e 1° maggio senza file e senza prezzi gonfiati, ecco tredici paesi di pietra da nord a sud, scelti per arrivarci in un fine settimana e ripartire riposati.

Si parte dalle Alpi. In Valle d'Aosta, Bard raccoglie poche case medievali ai piedi del Forte: a fine aprile la neve è già scesa di quota e si cammina bene tra i vicoli e le sale del museo delle Alpi. In Piemonte, sulle Alpi Liguri, Garessio unisce acque termali e boschi di castagni: una meta lenta, perfetta se al borgo volete affiancare una camminata. Scendendo verso il mare, in Liguria, Triora è il celebre "paese delle streghe" dell'alta Valle Argentina, con i suoi carruggi scuri e il pane tipico: la primavera lo trova fresco e percorribile, lontano dall'afa estiva dell'entroterra.

In pianura e collina, l'Emilia offre Castell'Arquato, nella Val d'Arda piacentina: piazza alta medievale, Rocca Viscontea e cantine di colline che a maggio iniziano la stagione delle degustazioni. Più a est, in Friuli, Venzone è la cittadella ricostruita pietra su pietra dopo il terremoto del 1976: le mura, il duomo e la lavanda (che fiorisce poi a giugno, ma il borgo merità già ora) ne fanno una tappa sorprendente verso le Alpi Giulie.

Nel cuore dell'Italia, la Toscana propone due volti diversi. Anghiari, in Valtiberina, si sale a piedi tra botteghe artigiane e vicoli ripidi, con la pianura della battaglia leonardesca sotto gli occhi. Più a sud, nella Maremma collinare, il minuscolo Pereta è un anello di mura e una torre dell'orologio in mezzo agli ulivi: aprile e maggio sono i mesi migliori per la Maremma, prima che il caldo svuoti le giornate. Nelle Marche, tra Carpegna e il Montefeltro, Frontino è un nido di pietra circondato da boschi, ideale per chi vuole abbinare borgo e natura.

Il Lazio dei tufi regala Celleno Vecchia, il "paese fantasma" tra il Castello Orsini e i calanchi vicino a Viterbo: oggi recuperato e visitabile, è particolarmente fotogenico con la luce lunga di primavera. Spingendovi in Molise, Civitacampomarano sorprende con i grandi murales che hanno trasformato le case sotto il castello angioino in una galleria d'arte urbana a cielo aperto, godibile in qualsiasi momento dell'anno.

Il Sud chiude il giro in bellezza. In Basilicata, Castelmezzano si incastra tra le guglie delle Dolomiti Lucane: a maggio il verde è acceso e il Volo dell'Angelo, la teleferica che lo collega a Pietrapertosa, riapre proprio in primavera. In Sicilia, sulle Madonie, Gangi scende a cascata lungo il fianco del monte con i suoi tetti scuri, mentre nell'entroterra nisseno Sutera custodisce il Rabato, il quartiere arabo di case bianche aggrappate sotto la rupe di San Paolino: l'isola in primavera è tiepida ma non ancora rovente, perfetta per i borghi interni.

Qualche consiglio pratico. Prenotate l'alloggio con un mese d'anticipo: nei borghi le camere sono poche e il ponte le esaurisce in fretta. Controllate le sagre locali, che in molti paesi animano proprio l'ultimo weekend di aprile e il 1° maggio. E valutate mete vicine a quelle in elenco, come Apricale in Liguria o Santo Stefano di Sessanio in Abruzzo, per costruire un mini-itinerario su due o tre tappe. Viaggiare a fine aprile significa godersi questi luoghi nel loro momento migliore — e lasciarli respirare prima dell'estate.

Altre mete da scoprire

← Tutte le guide