Non solo Taormina: borghi di mare della Sicilia orientale fuori dai circuiti
Cerchi un'alternativa a Taormina? Borghi di mare e dintorni della Sicilia orientale dove godersi lo Ionio senza code né folla.
Tra giugno e settembre Taormina è una fila ininterrotta: corso Umberto si attraversa di fianco, il Teatro Greco si prenota con ore di anticipo e una granita al limone richiede pazienza da coda alle poste. Eppure basta spostare lo sguardo di pochi chilometri per ritrovare lo stesso mare Ionio, la stessa luce e la stessa cucina. Cercare un'alternativa a Taormina non vuol dire rinunciare al fascino della costa orientale: vuol dire scegliere borghi più piccoli, dove il pesce costa la metà e il tramonto non si guarda spalla contro spalla.
La prima sorpresa è dietro l'angolo. Savoca e Forza d'Agrò, i due borghi arroccati dove Coppola girò "Il Padrino", restano leggibili e quieti se li visiti la mattina presto, prima dei bus pomeridiani diretti al Bar Vitelli. Scendendo verso lo Ionio, Marzamemi (nel Siracusano) è un'antica tonnara diventata piazzetta sul mare: ci si arriva per l'aperitivo al tramonto e per le calette di Vendicari a due passi. Più a nord, vicino ad Augusta, Brucoli custodisce un canale-fiordo e un castello aragonese che pochi inseriscono nell'itinerario classico.
Chi ama Taormina spesso ama anche il suo entroterra senza saperlo. La valle dell'Alcantara, alle spalle della città, nasconde la Cuba di Santa Domenica, una chiesetta a cupola bizantina che spunta tra le vigne dell'Etna: una deviazione di mezz'ora che vale il viaggio, con degustazione di Etna Rosso compresa.
Spostandosi verso Siracusa, la solare Ortigia ha la sua versione meno battuta nelle colline alle spalle del porto. Il Castello Eurialo è la più grande fortezza greca del Mediterraneo, con fossati e gallerie scavate nella pietra: si cammina tra le mura quasi in solitudine, con vista che arriva fino al mare. A un'ora dalla costa, nella forra dell'Anapo, la necropoli rupestre di Pantalica allinea migliaia di tombe scavate nella roccia: patrimonio UNESCO, ci si arriva a piedi tra fichi d'India e laghetti dove ci si può bagnare.
Per chi vuole il barocco senza la calca di Noto, c'è Caltagirone: la sua scalinata di Santa Maria del Monte conta 142 gradini, ciascuno rivestito di maioliche dipinte diverse. La città della ceramica è entroterra puro, ideale come tappa fresca nelle giornate più calde, lontana dalla ressa della costa ma a meno di un'ora dal mare di Gela.
Anche la costa tirrenica del Messinese offre alternative concrete. A Patti, i mosaici di Patti Marina raccontano una villa romana tardoantica sopravvissuta sotto il viadotto dell'autostrada: spiagge ampie, marina di pescatori e un sito archeologico che quasi nessuno collega alla vacanza balneare. Da qui le Eolie sono un traghetto, ma senza i prezzi di Taormina.
Se invece la Sicilia orientale è solo il punto di partenza, l'isola continua a offrire sorprese verso l'interno e a ovest. Nel cuore montuoso, Sperlinga regala un castello interamente scavato nella roccia arenaria, con stanze, scuderie e camminamenti ipogei: un'esperienza fresca e ombrosa anche in piena estate. Sul versante tirrenico, Cefalù resta un borgo di mare bellissimo: sopra il duomo normanno, salendo la Rocca, si incontrano le mura megalitiche e il cosiddetto Tempio di Diana, un belvedere sull'acqua che ripaga la salita.
Arrivati a Palermo, vale la deviazione alle cupole rosse di San Giovanni degli Eremiti, con il chiostro arabo-normanno e il suo giardino di agrumi e palme, un'oasi silenziosa nel centro. Spingendosi all'estremo ovest, Mozia e le saline di Marsala compongono uno dei tramonti più memorabili dell'isola: l'isola fenicia che pare galleggiare sulla laguna, i mulini a vento e i cumuli di sale rosa. Per finire, Poggioreale Antica, nella valle del Belice, è il paese fermato dal terremoto del 1968: una città fantasma da visitare con rispetto, testimonianza della Sicilia che ha cambiato pelle.
Qualche consiglio pratico. La stagione migliore per questi luoghi è tra fine maggio e giugno, e poi a settembre-ottobre: mare ancora caldo, prezzi più bassi e borghi vivibili. Conviene noleggiare un'auto, perché i collegamenti tra costa ed entroterra sono lenti, e prenotare l'agriturismo invece dell'hotel di Taormina: si mangia meglio, si spende meno e si dorme tra gli ulivi. La vera alternativa a Taormina, in fondo, non è un singolo borgo: è il modo di viaggiare la Sicilia orientale dilatando i tempi, una caletta e un paese alla volta.