I mosaici di Patti Marina: la villa romana che vive sotto il viadotto
A pochi chilometri da Tindari, ai piedi dei piloni dell'autostrada A20, riposa una grande villa tardoromana riscoperta per caso negli anni Settanta: pavimenti a mosaico con animali e ghirlande che quasi nessuno viene a vedere.
Ci sono luoghi che si nascondono in piena vista. La villa romana di Patti Marina è uno di questi: sta sulla costa tirrenica della provincia di Messina, all'ombra del lungo viadotto dell'autostrada Messina-Palermo. Le automobili sfrecciano sopra a decine di metri, e quasi nessuno immagina che sotto quei piloni si stenda una delle più importanti residenze tardoantiche della Sicilia.
La scoperta avvenne per caso nel 1973, durante i lavori di costruzione proprio di quell'autostrada. Le ruspe portarono alla luce ambienti pavimentati a mosaico, e il tracciato dovette essere adattato. La villa, edificata all'inizio del IV secolo d.C. su strutture precedenti, si organizza attorno a un grande peristilio quadrangolare, con sale di rappresentanza, zone abitative e ambienti di servizio: una dimora di campagna spesso accostata, per ricchezza, alla celebre Villa del Casale di Piazza Armerina e a quella del Tellaro.
Il cuore della visita sono i pavimenti. Davanti alla grande sala da pranzo si stende il mosaico più esteso, fatto di medaglioni circolari e ottagoni dai lati curvi, con al centro singole figure di animali, domestici e selvatici, immersi in una natura appena accennata. Il peristilio è invece scandito da pannelli quadrati racchiusi in ghirlande continue di alloro, arricchite da trecce e da motivi geometrici. Un terremoto, intorno al 400 d.C., interruppe quella vita raffinata.
Oggi il sito è protetto da una grande copertura e fa parte del Parco archeologico di Tindari. Lo si raggiunge in pochi minuti dal centro di Patti o dall'uscita autostradale, ed è aperto da martedì a domenica. La cosa più sorprendente è il silenzio: mentre Tindari, a una decina di chilometri, raccoglie pullman e gruppi, qui capita di camminare soli lungo le passerelle sopra i mosaici.
Venite fuori stagione, in primavera o in autunno, quando la luce è dolce e il caldo non morde. Abbinatela a una passeggiata nel borgo storico di Patti e a un pomeriggio di mare. È un'archeologia minore solo sulla carta: in realtà è un piccolo tesoro che chiede soltanto di essere notato.