La Cuba di Santa Domenica: la chiesetta a cupola dimenticata nei boschi dell'Alcantara
Tra gli uliveti e i noccioleti di Castiglione di Sicilia, una piccola chiesa a cupola di pietra resiste da mille anni in silenzio: un monumento nazionale che quasi nessuno visita.
Foto: Simone Tinella (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Ci sono luoghi che non chiedono di essere fotografati. La Cuba di Santa Domenica, in contrada Santa Domenica vicino a Castiglione di Sicilia, e uno di questi. Una costruzione bassa e compatta di pietra grigia, sormontata da una cupola, in piedi nella campagna che digrada verso il fiume Alcantara. Niente biglietteria, niente coda, niente recinzioni invadenti: solo il vento tra gli ulivi e le pendici dell'Etna sullo sfondo.
Si chiama "cuba", dal greco-arabo per indicare un edificio a cupola, e fa parte di una piccola famiglia di chiesette siciliane dello stesso tipo. La sua datazione e discussa: a lungo attribuita ai Bizantini e al monachesimo basiliano, oggi diversi studiosi, osservando la tecnica costruttiva, la collocano piu probabilmente tra il X e l'XI secolo, a cavallo tra dominazione islamica e normanna. E un monumento nazionale dal 1909, eppure resta una delle testimonianze meno frequentate di questa parte della Sicilia.
L'interno e spoglio. Gli affreschi che un tempo lo decoravano sono andati perduti, ma restano la pianta a croce latina, i pilastri, le volte e le absidi rivolte a oriente. La cupola, costruita con conci di pietra che si sostengono a vicenda, e cio che colpisce di piu: una soluzione semplice e ostinata, sopravvissuta a secoli di abbandono e terremoti. Dentro la luce entra obliqua e l'aria sa di umido e di pietra antica.
E un'alternativa discreta alle chiese arabo-normanne di Palermo e Monreale, prese d'assalto e ormai inserite in ogni itinerario. Qui invece si arriva spesso da soli. Si raggiunge facilmente da Castiglione di Sicilia, borgo arroccato che merita a sua volta una sosta, lungo strade di campagna tra noccioleti e vigne dell'Etna.
Visitatela con rispetto: e un luogo fragile e non sempre aperto, quindi conviene informarsi in paese prima di salire. Lasciate l'auto senza ostruire i fondi agricoli, non scavalcate nulla, portate via i vostri rifiuti. La primavera e l'autunno offrono la luce migliore e temperature gradevoli per camminare nei dintorni.