Caltagirone, la scalinata di ceramica che pochi salgono fino in cima
Centoquaran'tadue gradini rivestiti di maioliche dipinte a mano salgono nel cuore della Sicilia barocca, lontani dai circuiti di massa: un monumento da percorrere a piedi, con lentezza.
Foto: Ottantafame (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
A Caltagirone, nel cuore collinare della Sicilia, una lunga scalinata taglia il centro storico e sale verso la chiesa di Santa Maria del Monte. Sono centoquarantadue gradini, ognuno decorato con piastrelle di ceramica dipinta a mano: motivi geometrici, floreali, figure che cambiano disegno gradino dopo gradino. Da lontano sembra un tappeto srotolato sulla collina, ma è quando ci si ferma sui singoli scalini che il monumento si rivela davvero.
Caltagirone è città della ceramica da secoli, e la scalinata è il suo manifesto a cielo aperto. La maggior parte dei visitatori si concentra ai primi gradini, scatta una foto e torna indietro. Salire fino in cima, invece, cambia tutto: il fiato si accorcia, il rumore della via si attenua, e dall'alto si apre la vista sui tetti e sulle colline degli Erei. Lungo la salita si incontrano botteghe artigiane dove la maiolica si lavora ancora a mano, lontano dalle produzioni di serie.
Rispetto alle mete siciliane più note, qui la folla è una rarità. Si cammina con calma, ci si siede su un gradino senza dover aspettare il proprio turno per una foto. Vale la pena visitare la scalinata presto al mattino o nel tardo pomeriggio, quando la luce radente accende gli smalti colorati e le ombre allungano i contrasti. Da evitare le ore centrali dei mesi più caldi: la salita è esposta e il sole picchia.
Caltagirone si raggiunge comodamente in auto dall'entroterra siciliano e merita almeno mezza giornata, tra la scalinata, le chiese barocche e il piccolo museo della ceramica. È il tipo di luogo che premia chi si muove con lentezza: niente file, niente ressa, solo gradini dipinti e il tempo per guardarli uno a uno.