I luoghi del FAI meno conosciuti da visitare in Italia
Guida ai beni FAI meno noti d'Italia: abbazie, castelli affrescati e saline, con le mete undertourism da visitare nei dintorni.
Quando si parla di luoghi del FAI poco conosciuti da visitare, il pensiero corre subito a Villa del Balbianello sul Lago di Como o a Villa Necchi a Milano. Ma il Fondo Ambiente Italiano, nato nel 1975 sul modello del National Trust britannico, tutela oggi una settantina di beni, e molti dei più sorprendenti restano in disparte: abbazie di campagna, castelli affrescati, saline abitate dai fenicotteri. Ecco i beni FAI che vale la pena cercare, e cosa vedere nei dintorni.
Il **Monastero di Torba** (Gornate Olona, in provincia di Varese) è stato il primo bene del FAI, donato da Giulia Maria Crespi nel 1977. Una torre tardoromana, una chiesa con affreschi dell'VIII secolo e perfino il sepolcro rituale di un cavallo del VI secolo: dal 2011 fa parte del sito UNESCO "I Longobardi in Italia". A pochi minuti c'è Castelseprio, con i suoi affreschi bizantini, parte dello stesso percorso longobardo.
Ai piedi del Monviso, il **Castello della Manta** (provincia di Cuneo, donato al FAI nel 1985) custodisce uno dei cicli pittorici tardogotici più completi d'Europa: i Prodi e le Eroine ispirati al romanzo *Le chevalier errant*. Da qui si raggiungono facilmente la Sacra di San Michele sopra la Val di Susa e l'abbazia romanica di Vezzolano nel Monferrato.
Tra Lecce e Brindisi, l'**Abbazia di Santa Maria di Cerrate** è un gioiello romanico restaurato dal FAI dopo anni di abbandono, con un portico scolpito e affreschi bizantini nella chiesa. È aperta da febbraio a ottobre (a giugno e agosto tutti i giorni) e d'estate ospita feste della cultura grika. Nello stesso Salento meritano una sosta la Cripta del Crocifisso di Ugento e il casale bizantino di Apigliano.
Ad Assemini, alle porte di Cagliari, le **Saline Conti Vecchi** uniscono archeologia industriale e natura: si visitano in trenino tra vasche rosa e fenicotteri, dentro uno stabilimento degli anni Trenta ancora attivo. Verso l'interno, la Sardegna fenicia e nuragica continua a Tharros sul mare del Sinis e al Nuraghe Losa di Abbasanta.
Nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, il **Giardino della Kolymbethra** è un agrumeto storico affidato al FAI, con percorsi negli antichi ipogei greci scavati per portare l'acqua. A ovest, la pietra dei templi torna protagonista alle Cave di Cusa, dove le colonne di Selinunte restano a metà.
Ad Assisi, dietro la basilica, il **Bosco di San Francesco** è un percorso di circa due chilometri tra boschi, campi e il torrente Tescio, fino al *Terzo Paradiso* di Michelangelo Pistoletto. Da lì la Valnerina chiama: l'abbazia longobarda di San Pietro in Valle a Ferentillo ne è la naturale prosecuzione.
In Vallagarina, il **Castello di Avio** (Sabbionara d'Avio) fu uno dei primi beni FAI, donato nel 1977: nella Casa delle Guardie conserva un raro ciclo di affreschi trecenteschi di battaglie. Più a nord, in Val di Non, l'eremo di San Romedio si arrampica su una guglia di roccia.
Sui Colli Euganei, a Luvigliano, la **Villa dei Vescovi** è una delle prime ville rinascimentali pensate per dialogare con il paesaggio, aperta dal FAI nel 2011. Tra i vigneti veronesi il romanico prosegue con la pieve di San Giorgio di Valpolicella.
A Tivoli, alle porte di Roma, il **Parco Villa Gregoriana** è un giardino romantico affidato al FAI nel 2002: sentieri tra le cascate dell'Aniene, grotte e rovine romane. Risalendo nella Tuscia si incontrano gli affreschi del Giudizio a Santa Maria Maggiore di Tuscania.
Sulla punta della penisola sorrentina, a Massa Lubrense, la **Baia di Ieranto** (donata al FAI nel 1986) si raggiunge solo a piedi, con vista sui Faraglioni di Capri. Sul versante salernitano, la grotta-santuario di San Michele a Olevano sul Tusciano premia allo stesso modo chi cammina. E un bene FAI è già una delle nostre mete: l'abbazia di San Fruttuoso, raggiungibile solo via mare o a piedi, incastonata in una baia tra Camogli e Portofino.
Quasi tutti questi luoghi seguono il calendario FAI: le **Giornate FAI di Primavera** (marzo) e le **Sere FAI d'Estate** (da metà giugno a metà settembre, con eventi serali) sono le occasioni migliori per visitarli. Orari e aperture cambiano con la stagione e alcuni beni chiudono d'inverno: conviene controllare sul sito ufficiale fondoambiente.it prima di partire. La tessera FAI dà ingresso libero a tutti.