La grotta di San Michele a Olevano: un santuario altomedievale nascosto nella roccia
Sul fianco del Monte Raione, in provincia di Salerno, una cavità naturale custodisce un complesso religioso altomedievale tra i meglio conservati d'Europa, raggiungibile solo a piedi e quasi sconosciuto al turismo di massa.
Foto: Liberotag73 (Public domain) — Wikimedia Commons
Ci sono luoghi che non si visitano per caso: bisogna decidere di salire. La grotta di San Michele Arcangelo si apre sul versante occidentale del Monte Raione, sopra Olevano sul Tusciano, nell'entroterra salernitano. Non un edificio costruito sulla pietra, ma una vasta cavità naturale nella montagna, dove la mano dell'uomo si è inserita tra stalattiti e roccia viva per creare un santuario rupestre.
Dentro la grotta si conserva un complesso religioso altomedievale di straordinaria importanza, riferibile in larga parte ai secoli IX e X, in epoca longobarda. Vi si trovano più strutture distinte: una piccola basilica a navata unica con tracce di affreschi, alcune cappelle, un oratorio. Il risultato è uno degli insediamenti altomedievali meglio conservati d'Europa, un dato riconosciuto anche a livello internazionale: nel 1996 il World Monuments Fund inserì il sito tra i cento monumenti del mondo da salvare.
Eppure di turisti, qui, se ne incontrano pochissimi. La ragione è semplice e fa parte del fascino: alla grotta si arriva solo a piedi. Due sentieri salgono dalle frazioni di Ariano e di Salitto e si ricongiungono poco prima dell'ingresso, dove una scalinata conduce all'apertura. Si cammina circa mezz'ora in salita, tra il bosco e gli scorci sulla valle del Tusciano, prima di varcare la soglia buia e fresca della montagna.
L'accesso all'interno è gratuito, ma conviene prenotare la visita guidata: la cavità non è sempre aperta e non è adatta a chi ha difficoltà motorie. Una delle giornate più sentite è il 29 settembre, festa di San Michele, quando il santuario torna a essere meta di devozione popolare come lo è stato per secoli.
Andateci nelle mezze stagioni, quando il caldo non rende faticosa la salita e i sentieri sono asciutti. Lasciate l'auto nelle frazioni, salite con calma, rispettate il silenzio della grotta e la fragilità degli affreschi. È un'alternativa autentica ai santuari più affollati: un pezzo di Medioevo rimasto al suo posto, dove arriva solo chi ha voglia di cercarlo.