L'eremo di San Romedio, il santuario aggrappato alla roccia in Val di Non
In una valle laterale del Trentino, cinque chiesette si arrampicano per settanta metri su uno sperone di roccia: un eremo medievale dove la fede ha letteralmente scalato la pietra.
C'è un punto, alla fine di una stretta valle laterale della Val di Non, dove la roccia smette di essere ostacolo e diventa fondamenta. Lì, su uno sperone calcareo alto circa settanta metri, è cresciuto nei secoli il santuario di San Romedio: non un singolo edificio ma un grappolo di cappelle e chiesette che salgono la parete come se la fede avesse deciso di scalare la montagna. Da lontano sembra un disegno impossibile, un castello di pietra e devozione sospeso sopra il bosco.
La storia affonda nella figura di Romedio, eremita vissuto tra il IV e il V secolo. La tradizione lo vuole erede di una famiglia bavarese che, dopo un pellegrinaggio a Roma, donò ogni avere alla Chiesa e si ritirò in queste grotte solitarie. Attorno alla sua tomba scavata nella roccia nacque, verso l'anno Mille, la prima piccola chiesa. Le altre vennero dopo, una sopra l'altra, in un cantiere lungo quasi novecento anni che ha lasciato fianco a fianco pietra romanica, sesti gotici e altari più tardi.
Il cuore della visita è la gradinata coperta che cuce insieme i diversi livelli del complesso. Si sale lentamente, perché ogni pianerottolo è occupato da ex voto, edicole e affreschi che invitano a fermarsi. Alla base, in un recinto naturale, vive un orso bruno: è il richiamo alla leggenda secondo cui Romedio avrebbe ammansito la belva fino a cavalcarla verso Trento. Non sempre è visibile, e va bene così: qui non si viene per uno spettacolo.
Pur essendo meta di pellegrinaggio, San Romedio resta sorprendentemente fuori dai grandi flussi turistici. Il consiglio è raggiungerlo a piedi da Sanzeno lungo il sentiero scavato nella roccia, lasciando l'auto a valle. Si arriva con calma, si parla a voce bassa, si rispetta il silenzio dei frati francescani che ancora custodiscono il luogo.
I mesi migliori sono quelli di mezza stagione e l'inizio dell'autunno, quando la luce taglia obliqua il bosco e la valle è quasi deserta. Andateci presto al mattino: avrete la roccia, le scale e il vento quasi tutti per voi.