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Al posto di Barcellona: città spagnole mediterranee senza folla né caos

Valencia, Tarragona, Siurana e altre mete del Mediterraneo spagnolo da scegliere al posto di Barcellona: stessa luce, meno code.

Al posto di Barcellona: città spagnole mediterranee senza folla né caos

Cercare alternative a Barcellona oggi non è un capriccio da viaggiatori snob: è una scelta sempre più sensata. La città catalana ha annunciato lo stop alle licenze di affitto breve entro il 2028, la riduzione dei terminal crociere da sette a cinque e il raddoppio della tassa di sbarco, mentre la Catalogna affronta da anni una siccità che mette sotto pressione gli hotel della Costa Brava. Tradotto: prezzi alti, code alla Sagrada Família e un'accoglienza che si è raffreddata. La buona notizia è che il Mediterraneo spagnolo ha molte altre città con la stessa luce, lo stesso mare e una frazione del caos. Ecco dove andare.

Il sostituto più ovvio è Valencia. Terza città di Spagna, ha vissuto a lungo all'ombra di Madrid e Barcellona, e proprio per questo conserva un'energia mediterranea più rilassata: la Ciutat Vella si gira a piedi senza ressa, la Ciudad de las Artes y las Ciencias di Calatrava regala l'architettura spettacolare che molti cercano alla Sagrada, e la spiaggia urbana della Malvarrosa è larga e ariosa. Più a nord, Tarragona è l'alternativa perfetta per chi ama la storia: l'anfiteatro romano affacciato sul mare, il circo e l'acquedotto di Tárraco valgono il viaggio, e dista appena mezz'ora di alta velocità da Barcellona. A metà strada con la Comunità Valenciana c'è poi Peñíscola, borgo murato su un promontorio roccioso, spesso paragonata a Dubrovnik ma con flussi molto più contenuti.

Se invece volete davvero abbandonare la costa affollata e salire verso l'entroterra catalano e aragonese, il salto di qualità è notevole. Nel cuore del Priorat, terra di vini, c'è Siurana, il villaggio sospeso su una rupe a strapiombo: poche case, un belvedere vertiginoso e un silenzio che a Barcellona è impensabile. Poco oltre il confine regionale, in provincia di Teruel, Albarracín srotola i suoi vicoli rosa-ocra sopra il fiume Guadalaviar, uno dei centri medievali meglio conservati di tutta la penisola. E se vi piacciono le città scolpite dalla geologia, Cuenca appende le sue casas colgadas sul precipizio tra due gole: scenografia pura, ma senza l'assedio dei pullman.

Spingendovi verso l'interno trovate altre tappe che spezzano l'itinerario costiero. Maderuelo, borgo fortificato affacciato sull'acqua è una sosta tranquilla tra Madrid e il nord, mentre nel León occidentale Las Médulas mostra le montagne rosse scavate dall'antica miniera d'oro romana, un paesaggio UNESCO che pochi italiani associano alla Spagna. Sono mete che richiedono l'auto, ma ripagano con strade vuote e ristoranti dove si mangia bene a metà del prezzo barcellonese.

E se Barcellona resta comunque nei vostri piani, magari per una sola giornata, vale la pena cercarne i lati silenziosi invece di accodarsi alle solite file. Sul versante sud di Montjuïc, il cimitero modernista regala scalinate e mausolei a picco sul porto, un museo d'arte funeraria quasi deserto; poco distante, i Jardins de Mossèn Costa i Llobera raccolgono una collezione di cactus monumentali con vista sul Mediterraneo. Nel Barri Gòtic, le quattro colonne del Tempio di Augusto si nascondono nel cortile di un palazzo, testimoni romani ignorati dalla folla a pochi metri dalla Cattedrale, mentre la chiesa romanica di Santa Anna apre un chiostro di pace a un passo da Plaça Catalunya. Per chi vuole capire la città oltre Gaudí, il Refugi 307 conserva i tunnel antiaerei della Guerra Civile scavati a mano nel Poble-Sec.

Volendo allungare ancora, l'interno offre due chicche urbane lontane dal trambusto: alle porte di Madrid El Capricho è il giardino romantico voluto dalla Duchessa di Osuna, e a Malasaña San Antonio de los Alemanes nasconde una volta ellittica interamente affrescata. Nessuna di queste mete chiede di rinunciare al meglio della Spagna: chiede solo di scegliere città dove il viaggio è ancora un piacere, non una gincana tra selfie e tornelli. Barcellona resterà sempre lì; nel frattempo, il resto del Mediterraneo iberico vi aspetta con più spazio e meno rumore.

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