Weekend fuori porta da Palermo: 9 mete meno battute entro 100 km
Non i faraglioni di Scopello a Ferragosto, non le vie di Cefalù strette dai bus turistici, non le solite cartoline che tornano ogni estate sui social. Nove borghi e paesaggi entro cento chilometri da Palermo — dalle Madonie all'entroterra corleonese, dai laghi Arbereshe ai Monti Sicani — dove il fine settimana si allunga nel silenzio, si mangia in trattorie senza menu tradotti e si torna a casa senza aver mai fatto la fila per un parcheggio.
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Palermo ha un difetto e una fortuna: è talmente densa di cose che tendiamo a non uscirne mai. Poi quando esce, il palermitano medio finisce sempre negli stessi tre posti — Cefalù ad agosto, Scopello a Ferragosto, San Vito Lo Capo per il cous cous fest. Tutti bei posti, tutti troppo pieni per essere un weekend di riposo.
Questa guida sceglie un'altra strada. Nove mete entro cento chilometri dal capoluogo, raggiungibili in un'ora o poco più, che non pretendono pianificazione anticipata: si parte sabato mattina, si dorme in una masseria o si torna in serata, e domenica se ne fa un'altra. Sono borghi delle Madonie occidentali, comunità Arbereshe dell'entroterra, castelli chiaramontani dimenticati, boschi reali borbonici e paesi dei Monti Sicani dove la festa più importante è ancora quella del santo patrono.
Filosofia semplice: preferiamo il silenzio al selfie, la trattoria alla catena, il borgo di duemila anime al lungomare affollato. E soprattutto vogliamo mete dove parcheggiare non sia già una vacanza a parte.
1. Caccamo
Circa 45 km a sud-est di Palermo, quaranta minuti d'auto lungo la A19 fino a Termini Imerese e poi in salita verso l'interno. In treno si arriva a Termini e da lì c'è un servizio bus, ma per un weekend l'auto è più comoda.
Caccamo esiste per il suo castello: una delle fortezze medievali più estese di Sicilia, arroccata su uno sperone calcareo affacciato sul lago Rosamarina. Costruito in epoca normanna e ampliato nei secoli dai Chiaramonte, ha una storia turbolenta di congiure e assedi che si respira ancora nelle sue sale.
Il borgo sotto il castello è un dedalo di scalinate e chiese barocche. Da visitare in primavera o in autunno, quando la temperatura permette di camminare senza pensieri. Pranzo consigliato in una delle trattorie di paese: qui il coniglio all'agrodolce è ancora piatto della domenica.
2. Piana degli Albanesi
Meno di trenta chilometri da Palermo, tra i trenta e i quaranta minuti d'auto salendo verso l'altopiano. Non c'è treno, ma la corriera dalla stazione di Palermo Centrale copre la tratta più volte al giorno.
Piana è la più grande delle comunità Arbereshe di Sicilia, fondata alla fine del Quattrocento da profughi albanesi in fuga dopo la caduta dei principati balcanici. Cinque secoli dopo, qui si parla ancora arberisht, si celebra il rito greco-bizantino e la Pasqua è uno degli eventi religiosi più spettacolari dell'isola, con le donne in costume tradizionale ricamato d'oro.
Fuori dal borgo, il lago artificiale è un ottimo punto per un picnic. E poi ci sono i cannoli: quelli di Piana sono considerati tra i migliori di Sicilia, ripieni al momento in un paio di bar storici sul corso. Andare in gennaio per l'Epifania bizantina o a Pasqua se si vuole vedere la festa; il resto dell'anno per una gita tranquilla.
3. Ficuzza e il Bosco Reale
Circa 35 km a sud di Palermo, quarantacinque minuti d'auto attraverso Marineo e Godrano. Nessun treno: qui si arriva solo su ruote.
Ficuzza è una frazione minuscola davanti a una palazzina reale borbonica di primo Ottocento, costruita come casino di caccia di Ferdinando III. Alle spalle si estende il Bosco della Ficuzza, la macchia forestale più ampia della Sicilia occidentale: querce, lecci, sughere, sentieri per ogni gamba e la Rocca Busambra che domina l'orizzonte.
C'è anche un centro di recupero della LIPU per rapaci feriti, visitabile. Ideale in autunno per il foliage delle querce e i funghi, o in primavera per le fioriture. In estate il fresco del bosco è una cura contro l'afa palermitana.
4. Corleone
Sessanta chilometri a sud di Palermo, un'ora d'auto lungo la SS118. Nessuna stazione ferroviaria, solo autobus di linea da Palermo.
Corleone soffre di un nome ingombrante — quello del romanzo di Puzo e dei film di Coppola — che ha finito per soffocare tutto il resto. Ma il resto è molto: un borgo medievale con vicoli acciottolati, due castelli in ruderi arroccati su rocce gemelle, e soprattutto la Cascata delle Due Rocche, un salto d'acqua di trenta metri nel torrente San Leonardo a due passi dal centro abitato.
C'è anche il CIDMA, centro di documentazione sulla lotta alla mafia, che conserva i faldoni del maxi-processo: una visita che rimette in fila la storia recente dell'isola. Andare in primavera, quando la cascata è più piena e la campagna intorno esplode di fiori.
5. Prizzi
Circa 85 km da Palermo, un'ora e mezza d'auto verso l'interno dei Monti Sicani. Solo auto o bus.
Prizzi sta a novecento metri d'altitudine, uno dei paesi più elevati della Sicilia occidentale. È un borgo di poche migliaia di abitanti, aggrappato a un cocuzzolo, con vicoli talmente stretti che le case sembrano appoggiarsi l'una sull'altra. Non c'è turismo di massa: c'è paese vero.
La cosa da vedere assolutamente è l'Abballu di li Diavuli, la Danza dei Diavoli, che si tiene la domenica di Pasqua. Figuranti mascherati da diavoli e dalla Morte percorrono le strade e mettono in scena un rituale tra sacro e pagano che affonda in radici medievali. Se non capitate a Pasqua, andate d'estate per il fresco e per la vista sul lago Prizzi. Trattorie semplici, formaggi eccellenti.
6. Sambuca di Sicilia
Circa 85 km a sud-ovest di Palermo, un'ora e mezza d'auto passando per Corleone o dall'A29. Auto obbligatoria.
Fondata dagli arabi come Zabut — il nome si legge ancora nell'urbanistica del quartiere Saraceno, un labirinto di vicoletti a scacchiera che è la parte più bella del paese — Sambuca è diventata famosa a livello nazionale prima per il titolo di Borgo dei Borghi 2016, poi per l'iniziativa delle case a un euro che ha attirato acquirenti da mezzo mondo.
Nonostante la notorietà è rimasta genuina: piazza monumentale, chiese barocche, cantine sociali che producono vini bianchi interessanti dalle uve autoctone. Nei dintorni, il sito archeologico di Monte Adranone conserva resti di un abitato indigeno-punico. Andare in autunno, per la vendemmia e i colori delle vigne.
7. Palazzo Adriano
Novanta chilometri a sud di Palermo, un'ora e quaranta di auto attraverso i Sicani. Nessuna alternativa al mezzo proprio.
Chi ha visto Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore riconoscerà immediatamente la piazza: è Piazza Umberto I, dove nel 1988 fu girata larga parte del film. Al centro c'è una fontana ottagonale in marmo; ai lati, due chiese affiancate — una latina e una di rito greco-bizantino — che raccontano la doppia anima del paese.
Palazzo Adriano è infatti una comunità Arbereshe come Piana degli Albanesi e Contessa Entellina, e la convivenza tra i due riti liturgici è ancora viva. Il borgo è ai piedi del Monte delle Rose, in una campagna quasi disabitata che si presta a lunghe passeggiate. Da vedere in tarda primavera o in settembre.
8. Salemi
Circa 90 km a ovest di Palermo, un'ora e mezza sull'A29 verso Mazara e poi risalendo verso l'interno. Solo auto.
Salemi ha avuto quindici minuti di gloria nel 1860, quando Garibaldi, appena sbarcato a Marsala, la scelse come base e vi issa il tricolore proclamandola simbolicamente capitale d'Italia per qualche giorno. La storia si vede ancora nel castello normanno-svevo che domina il paese e in un piccolo museo del Risorgimento.
Il centro storico ha sofferto del terremoto del Belice del 1968 ma è stato in parte recuperato, e Salemi partecipa al progetto delle case a un euro. La cosa da assaggiare sono le cassateddi, dolci di ricotta fritti tipici del paese. Andare in inverno o primavera per evitare il caldo secco dell'entroterra.
9. Castelbuono
Novanta chilometri a est di Palermo, un'ora e un quarto d'auto lungo l'A19 con uscita Buonfornello, o in treno fino alla stazione di Castelbuono sulla linea Palermo-Messina e poi bus navetta al centro.
Castelbuono è il cuore culturale delle Madonie e ha come simbolo il Castello dei Ventimiglia, fortezza trecentesca al centro del borgo, con la cappella palatina impreziosita da stucchi tardo-barocchi. Intorno, un centro storico compatto, botteghe artigiane e alcune delle pasticcerie più famose dell'isola — qui è nato il panettone siciliano al pistacchio e alla manna.
La manna del frassino, appunto, è la produzione tradizionale che nessun altro posto fa più al mondo se non qualche paese delle Madonie. In agosto si tiene l'Ypsigrock, festival musicale di indie internazionale di riferimento; per il resto è paese tranquillo tutto l'anno, ottima base per escursioni nel parco.
Come organizzarsi
Per otto delle nove mete l'auto è praticamente obbligatoria: i collegamenti in bus esistono ma con orari pensati per pendolari, non per turisti. L'unica eccezione seria è Castelbuono, raggiungibile in treno dalla linea per Messina. Se non si guida, Piana degli Albanesi resta la scelta più semplice per una gita in giornata via autobus.
Dove mangiare: nei borghi minori dell'entroterra la regola è cercare le trattorie a conduzione familiare, spesso senza sito web né prenotazione online. Chiedere in paese, evitare i locali con menu tradotti in cinque lingue. Piatti tipici da provare: coniglio all'agrodolce a Caccamo, cannoli a Piana, manna e panettone a Castelbuono, vini bianchi a Sambuca, cassateddi a Salemi.
Quando andare: primavera (aprile-maggio) e autunno (settembre-ottobre) sono le stagioni ideali per tutti questi luoghi. L'estate va bene per le Madonie in quota e per il bosco della Ficuzza; da evitare per le mete dell'entroterra sicano, dove il caldo secco può essere estenuante. Inverno interessante per Salemi, Corleone e i borghi delle Madonie con eventuale neve sulle vette.
Quale meta scegliere se ho un solo giorno?
Se il tempo è stretto e non si vuole guidare più di un'ora, la scelta migliore è Piana degli Albanesi (mezz'ora d'auto, comunità Arbereshe, cannoli, lago) oppure Ficuzza (quaranta minuti, bosco reale, palazzina borbonica, ottimo per famiglie con bambini). Entrambe si esauriscono in una giornata senza fretta e permettono di rientrare a Palermo per cena.
Serve prenotare in anticipo?
Per una gita in giornata quasi mai: parcheggi liberi, trattorie che accolgono senza prenotazione tranne nei ponti festivi. Se si dorme in loco meglio bloccare una camera con qualche giorno d'anticipo, soprattutto a Castelbuono (agosto per Ypsigrock), Prizzi (Pasqua per la Danza dei Diavoli) e Piana degli Albanesi (Pasqua bizantina). Per il resto la Sicilia interna resta l'ultima parte dell'isola dove si può ancora partire di sabato mattina senza avere niente organizzato.
Info pratiche
Qual è il periodo migliore per visitare Weekend fuori porta da Palermo?
Il periodo consigliato è marzo, aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre e novembre, quando è meno affollata.
Weekend fuori porta da Palermo è affollata?
Weekend fuori porta da Palermo è una meta molto tranquilla rispetto alle destinazioni più turistiche.
Dove si trova Weekend fuori porta da Palermo?
Weekend fuori porta da Palermo si trova in Palermo.