Italia

Vacanze sostenibili: cosa significa davvero e come organizzarle

Cosa sono le vacanze sostenibili e come organizzarle davvero: trasporti, alloggi e comportamenti concreti, con mete italiane a basso impatto.

Vacanze sostenibili: cosa significa davvero e come organizzarle

"Vacanze sostenibili" è ormai un'etichetta su qualsiasi cosa, dal resort con l'asciugamano riusato al tour in fuoristrada "eco". Ma una definizione seria esiste: l'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) parla di un turismo che tiene conto dei suoi impatti economici, sociali e ambientali, presenti e futuri, bilanciando le esigenze dei visitatori, dell'industria, dell'ambiente e delle comunità che ospitano. Tradotto: una vacanza è sostenibile quando lascia il luogo più o meno come l'ha trovato, e magari lo aiuta. Non è un dettaglio etico marginale. Lo studio di riferimento pubblicato su Nature Climate Change (Lenzen et al., 2018) stima che il turismo pesi per circa l'8% delle emissioni globali di gas serra; un aggiornamento del 2019 su Nature Communications lo colloca all'8,8%, in crescita del 3,5% l'anno, il doppio dell'economia mondiale. Organizzare bene una vacanza, quindi, conta.

Il primo nodo è il trasporto, che è la fetta più grande di quell'impronta. Qui i numeri sono netti: secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) il treno è il mezzo motorizzato a più bassa emissione, e i dati di Our World in Data indicano per il treno nazionale circa 35 g di CO₂ per passeggero-km contro i circa 246 g di un volo interno: il viaggio ferroviario emette grossomodo un settimo. I voli brevi, sotto i 1.000 km, sono i più intensivi perché il decollo costa moltissimo. La prima regola pratica è banale e potente: dove c'è la rotaia, prendi il treno. L'Italia si presta. Si può fare un intero weekend ferroviario seguendo, per esempio, l'Emilia-Romagna in treno lungo la Via Emilia, arrivando e muovendosi senza auto.

Il secondo nodo è quando si parte. Concentrare i viaggi nei picchi di luglio-agosto e nei ponti significa caricare gli stessi luoghi negli stessi giorni, con prezzi più alti e servizi al limite. Spostarsi in bassa stagione conviene a te e ai luoghi: meno code, comunità meno stressate, economie locali che lavorano tutto l'anno invece di concentrare tutto in otto settimane. Lo stesso vale per l'orario della giornata. Visitare un sito iconico all'alba, come si fa a Saturnia prima della folla alla Cascata del Mulino, riduce la pressione sul posto e restituisce un'esperienza migliore. È il principio di fondo del viaggiare controcorrente per evitare l'overtourism: scaglionarsi nello spazio e nel tempo.

Il terzo nodo è dove si dorme e dove si spende. Sostenibilità non è solo CO₂: è anche far restare il denaro sul territorio. Strutture a conduzione familiare, agriturismi, alberghi diffusi nei borghi e prodotti del posto fanno sì che il turismo sostenga chi vive lì tutto l'anno. Gavoi, nel cuore lento della Barbagia, è un buon esempio: ci si va per il formaggio, il lago e un ritmo che non chiede di consumare in fretta. Se cercate criteri verificabili oltre alle promesse di marketing, esistono standard riconosciuti come quelli del Global Sustainable Tourism Council (GSTC), su cui si basano molte certificazioni serie di alloggi e destinazioni.

Il quarto nodo è il comportamento sui luoghi, soprattutto quelli naturali, che sono i più fragili. Restare sui sentieri, non raccogliere nulla, non lasciare rifiuti, rispettare la fauna: regole ovvie che in alcuni posti sono la condizione stessa per entrare. La Riserva Integrale di Sasso Fratino, la foresta proibita d'Italia, patrimonio UNESCO con faggi secolari, si visita solo in modo regolamentato, ed è giusto così. Anche dove l'accesso è libero, l'approccio dovrebbe essere quello: nel Bosco della Mesola, ultima foresta del delta del Po, il senso è osservare i cervi senza disturbarli, non avvicinarli.

La buona notizia è che il viaggio a basso impatto è quasi sempre anche il più bello. La natura si gode camminando, e l'Italia offre itinerari a piedi che non chiedono altro che buone scarpe: le Gole del Lavì e l'Anello dei tre laghi in Valsesia o, lì accanto, i Laghi Tailly e la Val d'Otro. I laghi del Nord, scegliendo alternative tranquille al Lago di Como, si raggiungono spesso in treno e battello, come l'Eremo di Santa Caterina del Sasso sul Lago Maggiore. E natura e cultura si tengono insieme a Ulassai, dove il calcare diventa cascata e arte, tra le streghe e i boschi di Triora nell'alta Valle Argentina, o nei campi che circondano l'abbazia di Sesto al Reghena in Friuli.

Organizzare una vacanza sostenibile, in sintesi, è una catena di scelte concrete: meno tratte aeree e più rotaia, fuori dai picchi, dormendo e spendendo presso chi vive il territorio, comportandosi nei luoghi come ospiti e non come consumatori. Niente di eroico. Solo decisioni un po' più consapevoli, ripetute a ogni viaggio.

Altre mete da scoprire

← Tutte le guide