L'Eremo di Santa Caterina del Sasso, aggrappato alla roccia sul Lago Maggiore
Sospeso su uno strapiombo della sponda lombarda del Lago Maggiore, questo eremo medievale si raggiunge scendendo 268 gradini: arrivaci in settimana o fuori stagione e lo avrai quasi tutto per te.
Foto: Gianni Careddu (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
C'è un punto della sponda orientale del Lago Maggiore dove la roccia si fa parete a picco sull'acqua, e proprio lì, incastonato tra il cielo e il lago, sta l'Eremo di Santa Caterina del Sasso. Siamo nel comune di Leggiuno, in provincia di Varese: un luogo che molti hanno visto in fotografia senza sapere dove fosse, e che pochi mettono davvero in programma.
La tradizione fa risalire le origini al 1170, quando un mercante locale, Alberto Besozzi, scampato a un naufragio durante la traversata del lago, si sarebbe ritirato in preghiera in una grotta di questa costa. Il complesso monastico vero e proprio crebbe poi tra il XIII e il XIV secolo, sovrapponendo cappelle, affreschi e un campanile romanico al ciglio del precipizio. Dichiarato monumento nazionale nel 1914, fu salvato da importanti restauri e consolidamenti delle rocce e riaperto nel 1986.
Si arriva scendendo una scalinata panoramica di 268 gradini dal piazzale soprastante, oppure risalendone una ottantina dal pontile, se si sceglie il battello. Per chi ha difficoltà a camminare c'è un ascensore scavato nella roccia. Ed è proprio l'arrivo a piedi, gradino dopo gradino, a togliere il fiato: il lago si apre lentamente sotto di te e l'eremo compare all'improvviso, basso e ostinato, attaccato alla pietra.
Sia chiaro: questo è il monumento più visitato della sponda lombarda del lago, quindi nelle domeniche di luglio e agosto non sarai solo. Il segreto sta nel quando. Vienici in un giorno feriale, di prima mattina o nel tardo pomeriggio, oppure nei mesi di mezza stagione: il flusso dei battelli si dirada, le voci si abbassano e ritrovi il silenzio per cui questo posto è nato.
Porta scarpe comode per la scalinata, rispetta il raccoglimento degli spazi sacri e valuta di arrivare via lago per alleggerire i parcheggi a monte. È un modo semplice per visitare uno dei balconi più belli d'Italia senza contribuire a consumarlo.