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Sagre autentiche d'Italia: le feste di paese lontane dal turismo di massa

Le sagre autentiche d'Italia e le feste di paese ancora vive nei borghi: cosa si celebra, quando andare e quali tradizioni cercare.

Sagre autentiche d'Italia: le feste di paese lontane dal turismo di massa

Cercare le sagre autentiche d'Italia significa scegliere le feste di paese dove a cucinare, sfilare o recitare sono ancora gli abitanti, non un'agenzia di eventi. Sono appuntamenti legati a un raccolto, a un santo, a una memoria collettiva: nascono da una comunità e per quella comunità continuano a esistere. Le abbiamo cercate nei borghi minori, dove il calendario delle feste scandisce davvero l'anno. Ecco una mappa stagione per stagione, con un motivo concreto per andarci e, quando possibile, il periodo indicativo (le date esatte cambiano ogni anno, conviene verificarle).

Si comincia in inverno, quando le feste hanno radici rituali profonde. Il Carnevale di Aliano, in Basilicata, è tra i più antichi del Sud: le maschere cornute in argilla e cartapesta, con nasi pendenti e campanelli da mulo, sfilano tra i calanchi richiamando la cultura agro-pastorale che impressionò Carlo Levi. Si tiene tra febbraio e i giorni grassi, ed è un Carnevale rurale, non in costume per i turisti. A scoprire il borgo nel resto dell'anno si pensa visitando Aliano. Restando in clima invernale ma cambiando registro, a Sutera, in provincia di Caltanissetta, il presepe vivente del quartiere arabo Rabato (dal 26 dicembre al 6 gennaio) anima le viuzze con centinaia di figuranti e antichi mestieri: è inserito nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia.

In primavera il protagonista è spesso il vino. A Castell'Arquato, nel Piacentino, il Monterosso Val d'Arda Festival (tra aprile e maggio) porta nel borgo medievale decine di cantine che versano un bianco prodotto solo qui, accompagnato da salumi DOP e tortelli con la coda. Lo stesso paese, a inizio ottobre, torna a festeggiare con la Festa delle Castagne e dei Ricordi.

L'estate è il cuore del calendario. A inizio giugno Celleno, nella Tuscia, dedica la Festa delle Ciliegie al frutto coltivato qui dal Medioevo: frittelle preparate su ricette tramandate, una crostata lunga venti metri e il campionato di sputo del nocciolo, con i gruppi mascherati che sfilano di notte sotto il borgo abbandonato. Ad agosto la geografia delle feste si infittisce. A Gangi, nel cuore delle Madonie, la Sagra della Spiga (le prime due domeniche del mese) rievoca la civiltà contadina e culmina nel Corteo di Demetra: nata nel 1957, resta una festa che la comunità vive davvero, tra le "nove cose" cotte nei paioli di rame e la provola presidio Slow Food.

Sempre ad agosto, ad Anghiari, in Valtiberina, va in scena "Tovaglia a Quadri": una cena teatrale in quattro portate dove a recitare sono gli abitanti della valle, su un copione nuovo ogni anno frutto di ricerche d'archivio. È un esaurito perenne, da prenotare con largo anticipo. In Liguria, a Triora, il borgo legato al celebre processo per stregoneria del XVI secolo, la festa Strigòra (la domenica dopo Ferragosto) intreccia mercatino medievale e memoria storica; poco sotto, a Molini di Triora, a settembre il grande paiolo della Sagra della Lumaca cuoce oltre due quintali di chiocciole su ricette di famiglia.

L'autunno sposta tutto verso i prodotti del bosco. A Garessio, in Val Tanaro, la Sagra della Castagna Garessina (nei weekend di ottobre) celebra una castagna piccola e dolce con castagnate, stand micologici e perfino un treno storico che da Torino raggiunge il borgo; a settembre c'è anche la più rara Sagra della polenta saracena. In Friuli, a Venzone, il paese ricostruito pietra su pietra dopo il terremoto del 1976, la Festa della Zucca (quarto fine settimana di ottobre, da verificare di anno in anno) riempie il centro murato di taverne, corporazioni di mestieri e del concorso per la zucca più pesante, con esemplari oltre i quattro quintali.

Per chiudere l'anno in alta quota, a Bard, in Valle d'Aosta, il Noël au Bourg trasforma a dicembre il borgo ai piedi del forte in un presepe diffuso, con mercatino e sapori valdostani sotto le proiezioni luminose della fortezza.

Un consiglio pratico vale per tutte: queste feste vivono di volontariato e calendari mobili. Prima di partire controllate date e programma sui canali della Pro Loco o del Comune, scegliete il pernottamento in zona (i borghi piccoli si svuotano la sera) e arrivate con appetito: la sagra autentica si capisce dal piatto, non dalla cartellonistica. Tra sagre già radicate altrove, vale la pena ricordare anche la Festa del Prosciutto di Sauris, in Carnia, due fine settimana di luglio dedicati al crudo affumicato del borgo.

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